luglio 26, 2011
di librovolante
Giuliano Boffardi
Poche cose, al mondo, riescono a mettere d’accordo le mie figlie quanto la sottolineatura dei miei difetti e, tra questi, l’accusa di essere un inguaribile ansioso. Ma come non esserlo in un mondo dove le regole dell’economia sembrano saltare da un momento all’altro e non fai in tempo a capire, con fatica, cosa sono i “fondamentali” che, subito dopo, illustri economisti ti avvertono che le speculazioni nella finanza dipendono molto da “stati d’animo” e “nervosismi”?
Puoi ricordare il verso della bella poesia di Nazim Hikmet “Delle vostre mani e della menzogna” dove il poeta turco ricorda che il mondo non sta sulle corna di un toro, volubile e imprevedibile, ma sulle mani degli uomini che lavorano.
Puoi dire che il mercato, come il toro di Hikmet (o anche quello bronzeo di Wall Street) può anche essere imprevedibile ma i governi sanno bene cos’è l’economia reale e le forze su cui si regge la vita della gente e, volendo, possono intervenire bloccando le speculazioni e riconducendo il mercato al rispetto di regole oggettive.
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luglio 14, 2011
di librovolante
Le parole sono fumo
sono perle nel mistero
sono rose abbandonate
e incatenano il pensiero.
Le parole sono neve
buone per una stagione
le dimentichiamo presto
non rivelano le cose.
Le parole sono un rito
che addormenta la mia pena
un bouquet di suoni ed aria
che si offrono alla sera.
Le parole che io uso
per ucciderti od averti
son divinità perdute
che s’inchinano ai tuoi occhi.
Nicola Lotto
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luglio 5, 2011
di librovolante
Editoriale di Enrico Beni
È iniziata la rivoluzione? Un nuovo Risorgimento ha scosso l’Africa, ora scuote l’Europa. I Giovani “carbonari” son tornati! Si! Ma senza dei Leader e dei programmi i precostituiti; e questa è una debolezza, che porta prima o poi a ritornare nell’anonimato senza aver lasciato traccia della propria presenza.
Tutte le rivoluzioni che funzionano devono avere una meta, o più mete condivise, chiare e realizzabili. La protesta in se non porta a nulla, al massimo all’anarchia (non la vera Anarchia con la A maiuscola che è un ideologia rispettabile anche se non da tutti condivisibile), alla violenza gratuita.
Tutti si sentono capaci di cambiare il mondo perché la rabbia e la voglia di riscatto creano una forte dose di “adrenalina” facendo credere che tutto è possibile; e che gli avversari, qualunque essi siano, i partiti, il potere o il capitale dinanzi a questa protesta si arrenderebbero con facilità,lasciando campo libero al nuovo. Ma non è così! Quando dinanzi alla forte ed inaspettata resistenza di questi i contestatori si ritrovano spiazzati al massimo alcuni si sacrificheranno suicidandosi come eroi o “Kamikaze” mentre la maggioranza abbandonerà il campo sentendosi marchiati come “perdenti” e non saranno più capaci di rialzare la testa, ma anzi, si abbruttiranno con le droghe, l’alcol o divenendo i nuovi “barboni”, disadattati sociali e politici senza prospettive.
Chi oggi è nella Plaza del Sol deve prendere coscienza che per combattere le ingiustizie e lo strapotere deve combattere con le “sue armi”.
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