Plaza del Sol “dell’Avvenire”?

di librovolante

Editoriale di Enrico Beni

È iniziata la rivoluzione? Un nuovo Risorgimento ha scosso l’Africa, ora scuote l’Europa. I Giovani “carbonari” son tornati! Si! Ma senza dei Leader e dei programmi i precostituiti; e questa è una debolezza, che porta prima o poi a ritornare nell’anonimato senza aver lasciato traccia della propria presenza.
Tutte le rivoluzioni che funzionano devono avere una meta, o più mete condivise, chiare e realizzabili. La protesta in se non porta a nulla, al massimo all’anarchia (non la vera Anarchia con la A maiuscola che è un ideologia rispettabile anche se non da tutti condivisibile), alla violenza gratuita.
Tutti si sentono capaci di cambiare il mondo perché la rabbia e la voglia di riscatto creano una forte dose di “adrenalina” facendo credere che tutto è possibile; e che gli avversari, qualunque essi siano, i partiti, il potere o il capitale dinanzi a questa protesta si arrenderebbero con facilità,lasciando campo libero al nuovo. Ma non è così! Quando dinanzi alla forte ed inaspettata resistenza di questi i contestatori si ritrovano spiazzati al massimo alcuni si sacrificheranno suicidandosi come eroi o “Kamikaze” mentre la maggioranza abbandonerà il campo sentendosi marchiati come “perdenti” e non saranno più capaci di rialzare la testa, ma anzi, si abbruttiranno con le droghe, l’alcol o divenendo i nuovi “barboni”, disadattati sociali e politici senza prospettive.
Chi oggi è nella Plaza del Sol deve prendere coscienza che per combattere le ingiustizie e lo strapotere deve combattere con le “sue armi”.


Ormai da quando i Greci hanno “inventato” la democrazia di tipo occidentale come arma per risolvere le questioni non si può più fare a meno di questa. Fino a quando non sarà inventata una nuova formula più giusta e praticabile, dovremo usare questa e tentare di sconfiggerne le distorsioni.
Alla base della democrazia ci sono le “maggioranze”,i gruppi e i partiti. Perciò per realizzare la propria idea bisogna che questa possa “conquistare” la maggioranza. Per fare questo bisogna “entrare” nel “gioco delle parti” della politica altrimenti la “maggioranza” schiaccerà sempre chi gli va contro; prima con le buone, e poi con le cattive fino ad arrivare all’uso delle armi.
E qui entrano i gioco i partiti, che sentendosi autorizzati dal “voto democratico” o di consenso, faranno sempre il brutto e il cattivo tempo, secondo i desideri e bisogni della loro classe politica; senza rispettare gli altri anche se hanno tutte le ragioni possibili. I politici, sono uomini di “potere”, una vera e propria “dittatura” creata dalla democrazia. Questa è la realtà e solo quando i partiti si sfaldano o mutano, o al loro interno cambiano le persone, si può sperare nel cambiamento, altrimenti possono tenersi il potere per lungo tempo.
Allora la via della “democrazia” è l’unica strada per cambiare la società e il potere. Ce lo dice anche Thomas Mann “Non è forse vero che l’uomo che oggi dichiara ‘io di politica non mi occupo’ ci sembra alquanto insulso? Noi sentiamo la sua dichiarazione non solo come egoistica, estraniata dal mondo, ma anche come uno stolto autoinganno, come una stupida inferiorità. Una tale affermazione palesa un’ignoranza non tanto intellettuale, quanto morale. Sotto la forma politica ci si presenta oggi il problema stesso dell’uomo”.
Perciò con pazienza e tenacia, cosa che pochi giovani oggi hanno e forse hanno sempre avuto, si deve “entrare” nei partiti per per “rottamare” i vecchi e sostituirli con persone che rappresentano il nuovo, la protesta e nuove idee di giustizia. Però, ecco il punto cruciale, bisogna entrare nei partiti con “tecnica”e “progetto” non solo con forza distruttiva. Si deve entrare a gruppi e non isolati, altrimenti – come è successo a molti – ne risulterebbe una sconfitta e un asservimento ai giochi della vecchia classe dirigente.
Cosi, entrando a gruppi, e uniti nelle piccole sezioni, si può da subito iniziare il cambiamento, intanto, defenestrando attraverso “libere” scelte ed elezioni di partito i vecchi sostituendoli con i nuovi ed i vecchi non potranno opporsi, vedendosi sconfitti “democraticamente”. Una volta conquistata una sezione si passa all’altra, alla provincia, alla regione e infine al paese intero.
Una vera e propria “guerriglia” di sfiancamento che porterà al risultato finale a cui tendono tutte le proteste giovanili di Plaza del Sol, quelle operaie e sociali in Europa in questo mondo soggiogato da una classe ricca globalizzata, spietata che si ammanta di “democrazia”.
È un nuovo modo di lotta giacché alla base c’è l’impegno legittimo dei cittadini a cambiare, senza violenza ma con tenacia, usando le stesse armi dei potenti di ora che sono: la “convinzione” e soprattutto la partecipazione. Sì la “Partecipazione” perché se molti partecipano, la minoranza che governa viene sconfitta e deve cedere democraticamente il posto agli altri, anche se controvoglia. “Libertà non è star sopra un albero… Libertà è partecipazione” ci ricorda Giorgio Gaber e questo è il momento di tornare a Partecipare come hanno fatto a Plaz del Sol ma con l’occhio rivolto “all’Avvenire”…

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s