Archivio per dicembre, 2011

dicembre 11, 2011

Il governo Monti e la stella della finanza

di librovolante

Solo il conflitto sociale potrà essere un antidoto all’incombente postdemocrazia

editoriale di Rossano Pazzagli

La finanza non può essere lo specchio della società e i mercati finanziari globali non possono determinare il destino politico delle nazioni. Quando ciò avviene, come nell’Italia attuale, vuol dire che siamo di fronte a un modello degenerato dell’economia e ad una totale debacle della politica intesa come interprete dell’interesse pubblico e collettivo. È la postdemocrazia al potere.
Il passaggio dal governo Berlusconi al governo Monti costituisce un terreno di analisi eccezionalmente ricco e rivelatore dei caratteri di quella degenerazione, degli effetti di un capitalismo distruttivo sul piano sociale e ambientale di cui forse non ci rendiamo ancora sufficientemente conto. Ci vorrà un po’ di tempo prima di disporre di analisi metodologicamente corrette sul valore paradigmatico e rivelatore di tale passaggio.

dicembre 9, 2011

Il volto di Dio nella storia

di librovolante

Recensione di Ada Prisco*

Giuseppe Mazzini, Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi, a cura di Andrea Panerini, Claudiana, Torino 2011

Affrontare il viaggio nei testi prodotti da Giuseppe Mazzini e raccolti in questo volume risulta particolarmente opportuno nell’anno che celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia. Nel compiere questo tragitto, lungo il quale si acquisisce la consapevolezza della distanza che ci separa da questa pietra miliare del nostro Risorgimento, sono preziose sia la guida del curatore, Andrea Panerini, studioso di storia contemporanea, sia la prefazione al libro di Paolo Ricca, pastore valdese e già professore di Storia della Chiesa presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma.

La raccolta include 3 saggi scritti in un italiano appassionato del 1800 non sempre di facilissima lettura, ma sempre prova inequivocabile del fermento culturale dell’epoca: Dal Papa al Concilio (1832), Dal Concilio a Dio (1870), Dubbio e fede (1862); a questi si aggiunge la breve e struggente Preghiera a Dio per i piantatori, scritta da un esule (1846), che Mazzini scrisse su richiesta di William Shaon come intervento nel dibattito in corso negli Stati Uniti sull’abolizione della schiavitù (i «piantatori» sono infatti i proprietari terrieri che piantavano cotone utilizzando schiavi di colore).

La brevità del libro (110 pagine comprensive di prefazione e premessa) può trarre in inganno. Al lettore si presenta come un denso concentrato di idee. Per parlarne entrando in alcuni contenuti, si è comunque facilitati dal ritorno ricorrente, più o meno esplicito, di tre idee chiave inanellate fra loro ed enunciate nel programma che «la Morale fa agli uomini», laddove, con un artifizio letterario, lo scrittore immagina che la Morale stessa prenda la parola. Dio, Progresso, Umanità (tutte con l’iniziale maiuscola nell’originale, come si legge): è a queste parole che è necessario applicarsi per orientarsi negli scritti, ricordando che il loro senso scaturisce dall’ambiente storico e culturale che le ha generate e non trascurando che da ognuna può scaturire interesse ancora attuale.

dicembre 1, 2011

Storia di un impiegato d’amore precario

di librovolante

racconto di Vanessa Lorusso*

Paolo era nato in una fredda sera d’inverno, in un giorno anonimo dei primi anni ’80. Per tutta la sua infanzia era cresciuto credendo alla poesia delle favole, alla potenza degli sguardi amici, al senso di libertà di una corsa nei prati, alla grandezza della natura in ogni suo ciclo stagionale. Ancora ragazzetto aveva deciso di iniziare subito il suo lavoro d’impiegato d’amore. Di questo lavoro sapeva poco, perché, in verità, l’amore era una professione del tutto sconosciuta per lui. I suoi genitori lavorarono per diversi anni come soci svolgendo saltuari lavoretti occasionali di compagnia reciproca, e la loro non era mai stata una collaborazione fruttuosa. Per lui, dunque, la professione d’amore non solo era un’isola sconosciuta, ma era addirittura un salto nel vuoto senza paracadute. E così mosse i primi passi, inconsapevole, per cercare di imparare ciò che fino ad allora aveva sentito solo mormorare da quei pochi che avevano finalmente trovato un posto fisso nel settore. Trovò solo impieghi occasionali o a tempo determinato, che spesso finivano con una porta chiusa alle spalle, talora anche bruscamente. Approdò quindi in quella che era ritenuta la più seria delle aziende del settore, ma a quel punto la sua inesperienza, figlia di tutti i precedenti insuccessi, lo colse impreparato e rassegnò le sue dimissioni, per non deludere chi, con tanta grazia, gli aveva dato una così ghiotta occasione di riscatto professionale.