Era l’anno di grazia 1986 quando nacque a Piombino (Livorno) il “Foglio Volante” (rivista ufficiale dell’A.D.L. Associazione Dei Lettori) poi diventata il “Libro Volante”.
Dal Tirreno del 4 febbraio 1986 riportiamo «È nata una nuova rivista culturale: si intitola “Foglio Volante”, un bimestrale fatto esclusivamente da giovani [...] i suoi fondatori sono sei giovani coordinati da Enrico Beni (titolare della Libreria La Bancarella) [...] Gianni Bertocchini, Fabio Canessa, Giorgio Chini, Roberto Fedeli, Elena Pecchia e per la grafica Marco Formaioni. “Foglio Volante” fa capo alla Biblioteca Comunale di Via Cavour e viene stampata nella stamperia comunale»
Fra le motivazioni che fecero nascere la rivista riportiamo uno dei più significativi estratti dall’articolo per la presentazione della rivista alla stampa. «È nato il “Foglio Volante”, una rivista che si occuperà del mondo del libro e perciò della cultura, di tutta la cultura scritta, giacché nel libro passa tutta la cultura. Il libro non è, come molti credono, un insieme di pagine scritte ma è insieme di pensieri e concetti di tutti gli uomini nel passato e nel presente. E dobbiamo rendere grazie al libro se il mondo va avanti e continua ad andare avanti [...] Il libro è nato sulle pareti delle caverne preistoriche, è passato attraverso i papiri, le cartapecore ed i fogli stampati sino ai libri (del prossimo futuro) computerizzati ma pur sempre resta “Il Libro”: un contenitore di idee e pensieri a disposizione di chiunque voglia contribuire a rendere il mondo migliore o diverso.[...] ma nella realtà pochi ne usufruiscono e allora il cammino dell’uomo ne risulta rallentato e faticoso. La conseguenza più evidente è che la vita sociale si svolge a livello quasi vegetativo, vivere per vivere, e ciò porta ad un degrado che con il passare degli anni è sempre più evidente. Ne sono un esempio le sempre più numerose lamentele da parte del corpo insegnante riguardo alle nuove leve. Manca loro fantasia, capacità di ragionamento, concentrazione ecc. La mancanza di fruitori del libro è dovuta anche allo sviluppo di alcuni mass-media (o forse al loro uso teso solo al profitto e non ai reali bisogni), e anche alla vita convulsa che ci porta a essere ora qua ora là senza alcun punto di riferimento. Ecco il “Foglio Volante” vuole essere uno di quei punti di riferimento per tutti quelli che credono nella cultura e nel libro»
Nel numero 1 del gennaio 1986 si trovano le recensioni di “Necropoli “ di V. F. Chodasevic; “L’Italiana”di J. Zoderer, “Ricordi” di Guicciardini. Poi si possono trovare articoli su “Scrivere?”, sui 150 anni di Carducci e sul linguaggio di Calvino, terminando con un pezzo su Carmelo Bene.
Il “Foglio” proseguì le su pubblicazioni sino al numero 4 del luglio 1986. Poi, per complicazioni burocratiche sorte all’interno del comune di Piombino, furono sospese le pubblicazioni. Era pronto anche il numero 5, che non vide mai la luce, dove si potevano leggera una intervista al piccolo grande editore Vanni Scheiwiller che aveva partecipato alla mostra della piccola editoria “Leggere con il cervello” promossa a Piombino dalla rivista e da La Bancarella; altri articoli sulla piccola editoria e altri personaggi allora emergenti come Sandro Ferri delle edizioni E/O.
Solo nell’aprile 1999 la rivista comincio il nuovo corso delle sue pubblicazioni, con una testata diversa – “Il libro volante” – ed edita sempre a cura della Libreria La Bancarella e dell’A.D.L.
L’A.D.L., nata nel 1986 con numerosi soci, ora versava in cattive acque, la maggioranza dei giovani erano emigrati per lavoro, altri si erano eclissati e così il presidente, rimasto in carica per tanti anni, prima di chiudere in silenzio decise di uscire di nuovo allo scoperto per cercare di scuotere di nuovo i lettori, i giovani e tutti i cittadini che si sentivano protagonisti e non succubi del conformismo e dell’ignoranza trionfante in quegli anni.
Il primo numero del nuovo corso, con il suo articolo di punta “La biblioteca che non c’è” riuscì a smuovere alcuni cittadini che si sentirono di nuovo caricati per riuscire a dotare Piombino di una vera biblioteca e di nuovi spazi e nuovi ruoli. Ciò ha portato negli anni seguenti ad una mostra in tal senso e ad una battaglia politica, il cui aspetto più eclatante fu il volantinaggio, nel dicembre 2003, all’interno del Consiglio comunale di Piombino da parte di Andrea Panerini che riuscì in tal modo a bloccare un pessimo progetto che relegava la biblioteca in poco spazio. Oggi quei suggerimenti sono stati accettati e la biblioteca si farà secondo la filosofia che ha animato la nostra impostazione politica.
Nel primo numero del 1999 vi erano anche tanti altri articoli degni di nota fra i quali ricordiamo quello su “Scrittori piombinesi”, “Piccoli editori ed internet, la salvezza viene dal web” che anticipava una soluzione per la piccola editoria a poco prezzo e l’idea resta ancora una soluzione valida allorché i piccoli si decideranno a non farsi più la guerra tra di loro, come fanno i piccoli partiti che stanno scomparendo. Altro articolo rilevante era su “Politiche giovanili e Piombino” dove si auspicava un centro giovani, che allora non c’era e che è oggi è stato realizzato ma solo a metà, dato che la questione dell’animatore e dell’educatore a disposizione dei ragazzi è di là da venire. Vi si trovava anche un articolo su “La guerra degli Ottusi, ora tocca al Kossovo e domani ?” che anticipava gli interventi armati in Iraq ed Afghanistan. Seguivano “Educare on line” e “Best sellers, il paradiso perduto” una critica all’economia del libro oggetto. Vi era infine un articolo su “Economia del cristianesimo” un nuovo modo di fare economia per non giungere alla situazione catastrofica odierna, ed era riportato lo statuto dell ‘A.D.L.
Nel secondo numero, settembre 1999, si iniziava con un pezzo su “I giornali studenteschi” – uno studio sulla storia delle pubblicazioni scolastiche in tutta Italia dove si auspicava una ripresa in tal senso che non è mai avvenuta… però a Piombino era anche il momento della nascita del “Foglio Letterario” rivista fondata e diretta per un lungo periodo da Andrea Panerini, seguito da altri giovani e meno giovani tra cui lo scrittore Gordiano Lupi, che ha avuto un suo spazio anche nazionale e ha dato vita all’omonima casa editrice mentre la rivista purtroppo è morta dopo che lo stesso Lupi, nel 2005, ha rilevato l’attività. Sempre in questo secondo numero del “Libro Volante” si poteva leggere “Condizione religiosa giovanile a Piombino” un’aspra critica all’assenza del mondo religioso nell’educazione dei giovani, nell’aiutarli ad iniziare il cammino della vita e a riscoprire il mondo dell’“oratorio” anche se con l’ottica del terzo millennio. E mentre il mondo laico ha creato il centro giovani quello religioso ancor oggi è un vero e proprio deserto. “Voce di colui che grida nel deserto, preparate la via del Signore” (Isaia).
Al terzo numero siamo già a fine del 2000 e abbiamo continuati imperterriti nei nostri discorsi nel mondo del libro e dintorni . Questa volta si affrontava il problema della scuola e del suo futuro alquanto incerto. Segnaliamo un pezzo molto importante sul ruolo della biblioteca: nostro chiodo fisso, ma molto meno dei nostri politici che qui vengono apostrofati con la forte espressione: “Sono ignorante, non amo la cultura: mi butto in politica !”
Infine nel numero 4 ci siamo interessati del problema delle rese dei librai: “La resa l’odissea dei librai”. Nuovamente uno dei maggiori problemi della cultura italiano è quello che riguarda la distribuzione libraria che ancora oggi non ha trovato soluzioni.
A fine 2005 lo scrittore e storico Andrea Panerini manifesta la volontà di riprendere il discorso interrotto quasi sei anni prima e inizia la nuova gestione del libro volante con una folta redazione di giovani che hanno prodotto due numeri di altissima qualità ma – complice la distribuzione editoriale – con non eccessivo riscontro economico per cui fu deciso, a inizio 2008, di sospendere provvisoriamente le pubblicazioni per risanare i conti. In quei due numeri vi erano stati interviste ed interventi di autorevoli personaggi del calibro di Oscar Luigi Scalfaro, Giuliano Boffardi, Zeffiro Ciuffoletti, Rossano Pazzagli, Beppe Grillo, Alessandro Cecchi Paone, Matteo Salvatti, Elvio Natali, Pino Bertelli (direttore responsabile della testata) e molti altri. Ora si riparte per la nuova edizione che è solo on line (visti i dissesti del bilancio) sperando di coinvolgere più persone possibili e di dare un senso alla storia del nostro paese.
Enrico Beni



