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novembre 9, 2011

I foglietti e i “traditori” in Parlamento

di librovolante

Giuliano Boffardi

Nel foglietto sul quale Berlusconi annotava ciò che gli passava per la mente quando ha preso atto della crisi irrimediabile del suo governo, accanto agli otto che gli hanno fatto mancare il sostegno, ha scritto la parola “traditori”.
Quando, in una tumultuosa riunione press una dependance del Senato, ormai molti anni fa, dissi che non ritenevo vincolante per me la decisione della Segreteria del Partito a cui appartenevo di votare in un certo modo*, e di farlo non tanto per il merito quanto per l’imposizione che si dava per scontata, forse nella mente di qualcuno lo stesso epiteto fu sdegnosamente accostato al mio nome.
Non entro nel merito delle ragioni di quegli otto di due giorni fa. Una cosa è certa: con quella scelta, e la conseguente differenzazione nel voto parlamentare, sapevo che avevo consapevolmente scelto di terminare la mia carriera parlamentare e politica. Agli occhi dei miei compagni di Gruppo parlamentare, lo ricordo bene, dovevo assomigliare a un marziano…

luglio 26, 2011

Il lievito

di librovolante

Giuliano Boffardi

Poche cose, al mondo, riescono a mettere d’accordo le mie figlie quanto la sottolineatura dei miei difetti e, tra questi, l’accusa di essere un inguaribile ansioso. Ma come non esserlo in un mondo dove le regole dell’economia sembrano saltare da un momento all’altro e non fai in tempo a capire, con fatica, cosa sono i “fondamentali” che, subito dopo, illustri economisti ti avvertono che le speculazioni nella finanza dipendono molto da “stati d’animo” e “nervosismi”?
Puoi ricordare il verso della bella poesia di Nazim Hikmet “Delle vostre mani e della menzogna” dove il poeta turco ricorda che il mondo non sta sulle corna di un toro, volubile e imprevedibile, ma sulle mani degli uomini che lavorano.
Puoi dire che il mercato, come il toro di Hikmet (o anche quello bronzeo di Wall Street) può anche essere imprevedibile ma i governi sanno bene cos’è l’economia reale e le forze su cui si regge la vita della gente e, volendo, possono intervenire bloccando le speculazioni e riconducendo il mercato al rispetto di regole oggettive.

maggio 4, 2011

Dead or Alive

di librovolante

Editoriale di Giuliano Boffardi

Forse la vendetta appaga gli animi semplici. Forse la localizzazione di Bin Laden e la successiva sua esecuzione sono stati un semplice atto di giustizia. E’ certo che la morte di quest’uomo, passato il momento in cui i cowboys esultano per la cattura e la punizione di un criminale su cui pendeva una grossa taglia, pone nuovi problemi e alimenta nuove perplessità. A fatica, dobbiamo ammetterlo, confermiamo la nostra cultura contraria alla pena di morte e non ci lasciamo andare, sparando in aria dalla gioia, per ciò che è avvenuto: troppo vivo è ancora il ricordo degli innocenti sgozzati, delle figure che si lanciavano dalle finestre delle Torri gemelle, delle vittime degli attentati, e troppo facile sarebbe farlo.
Non saremmo diversi da quel mondo di cui Osama Bin Laden era espressione, che usa sparare in aria dalla gioia quando quelli che considera i suoi nemici, si trattasse pure di inermi famiglie e donne e bambini, vengono ammazzati atrocemente. Non saremmo diversi neppure da quelle culture e religioni che, anche nei momenti di pace, consentono al ragazzino di gioire nel giorno della maturità mentre il capretto che lui ha sgozzato vive nel sangue la sua agonia a pochi passi. O far sgozzare milioni di agnelli che non sono neppure ancora sicuri nelle loro gambe, in omaggio alla Pasqua del nostro Dio “di pace”!
Crediamo che Cristo ci abbia fatto il dono più bello: quello dell’empatia con tutti gli esseri sofferenti. Ma chi se lo ricorda, ormai!

febbraio 12, 2011

I paesi arabi, i giovani e i loro sogni

di librovolante

Editoriale-testimonianza di Giuliano Boffardi

Quello che sta avvenendo in questi giorni nella fascia settentrionale dell’Africa costituisce una di quelle occasioni che la storia, normalmente, non è prodiga di offrire. Intere popolazioni si stanno ribellando ai loro governi rivendicando pane e democrazia: il semplice e genuino “hot-dog” per cui, da sempre, il mondo fa un passo in avanti e cambia assetti che parevano immutabili.
Tuttavia ho l’impressione che l’attenzione dei governi, ma anche delle popolazioni dei paesi occidentali – tra cui il nostro – sia inadeguata all’importanza del fenomeno. Evidentemente, al di là dei tanti discorsi e delle professioni di fiducia verso il futuro del continente nero, espressi da tutti, compresa la nostra Sinistra, avevamo archiviato l’idea di una emancipazione di questi popoli in tempi medio-brevi.
Anche se giuravamo di saper ben distinguere tra la maledizione del fondamentalismo religioso e le istanze moderne e laiche di quel mondo, di fatto pensavamo che occorressero ancora molti lustri prima di vedere processi nuovi di sviluppo e di democratizzazione da quelle parti. E invece…

dicembre 23, 2010

La fine di un’epoca

di librovolante

Intervento di Giuliano Boffardi*

Le manifestazioni studentesche in difesa della scuola pubblica sono giustamente al centro dell’attenzione dei mass media in queste settimane. Quelle manifestazioni si uniscono idealmente a quelle dei lavoratori, dei disoccupati, dei ricercatori, degli uomini di cultura, del cinema, del teatro, e così via.Sulle vicende della politiche non è il caso di insistere. La crisi economica incombe e fa sentire il suo peso innanzitutto sui disoccupati e sulle persone a reddito fisso e le famiglie monoreddito. E sui pensionati, naturalmente. Non c’è persona con un minimo di coscienza che non percepisca come si sia davvero alla fine di un’epoca e quanto la nostra azione debba scegliere tra la superficialità, la cialtroneria e l’illusione del pifferaio di Arcore o la necessità di una svolta seria e responsabile, sulla base della difesa di principi fondamentali costituzionali e del prevalente interesse pubblico nazionale.Compito delle forze politiche progressiste dovrebbe essere quello di valorizzare il movimento popolare in atto indicando il bene prezioso dell’unità sociale tra le diverse categorie e dimostrando tale unità anche nella politica.E farlo abbandonando i sistemi cari alla destra come il protagonismo di questo o quel “principe” di turno, le liste sul nome e non sulle idee, il populismo delle primarie disorganizzate, la pletora degli obbiettivi, ecc.Facciamo un programma minimo e fondamentale, su cinque o sei obbiettivi. Il primo dei quali una legge elettorale che restituisca rappresentatività al Parlamento, che ne riduca i membri, che dia poteri reali ai sindaci anche realizzando un federalismo solidale. Si individuino modifiche dei regolamenti parlamentari che favoriscano la governabilità senza assurdi e antidemocratici premi di maggioranza: le leggi Acerbo, Scelba e Calderoli sono state tutte leggi-truffa! Io credo sia possibile farlo e in tempi ragionevoli.

*Giuliano Boffardi (Genova, 1946) è stato senatore della Repubblica dal 1992 al 1994 (eletto con il Partito della Rifondazione Comunista) e deputato dal 1994 al 1996 sempre per il PRC, uscito poi dal partito in dissenso sul governo Dini.