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gennaio 24, 2011

Il valore del rifiuto

di librovolante

Nicola Lotto

Credo sia giunto il momento di parlare del rifiuto!
No, non certo quello che invade le strade e le piazze della bella e discussa Napoli, ma il rifiuto a cui ogni individuo deve tendere se desidera davvero uscire letteralmente fuori e astrarsi da una realtà e da una società sempre più votata alla violenza, al sopruso, alla meschinità, al cosiddetto machismo e ai valori classici di chi privilegia il futile all’essenza. Questa è una società che genera mostri e che dai mostri è formata, in un turbine umano che più molto ha di umano e nel perpetuarsi malato delle proprie ipocondrie e paranoie varie. Ma mi chiedo come sia possibile che, dopo secoli di sangue e millenni di guerre dopo che tutte le intimidazioni e le violenze sono state smascherate e deprecate, esista ancora un atteggiamento fortemente violento e repressivo nei confronti delle cose che non ci vanno bene o ancora peggio nei confronti degli individui che riteniamo sbagliati per natura, etnia, religione o semplice approccio all’esistenza.

novembre 27, 2010

Il lungo crepuscolo del berlusconismo

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Lo stomachevole susseguirsi di polemiche, dichiarazioni e tatticismi che stanno logorando da mesi il governo Berlusconi IV, non solo ci ha riportato agli aspetti meno esaltanti della cosiddetta “Prima Repubblica” ma ha sprofondato il sistema politico del nostro paese nel peggior individualismo e infantilismo possibile: un quadro che non ci potevamo augurare di vedere nemmeno nei peggiori incubi. Come tutto ciò che avviene nel Belpaese, pur anche con conseguenze tragiche, è una tragedia farsesca all’amatriciana in cui non si riescono a distinguere i toni melodrammatici dall’avanspettacolo e dalla commedia dell’arte.
Le conseguenze per il paese sono drammatiche: economia nazionale non solo stagnante ma sull’orlo della bancarotta pubblica, una “classe dirigente” (se ancora così possiamo chiamarla) senza valori nè idee che sforna dieci nuovi partiti e simboli all’anno, una popolazione stanca ma anche in larga parte meschinamente attaccata al proprio “particulare” e alla salvaguardia delle posizioni di rendita.