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febbraio 19, 2010

Note di mitologia e storia dell’allattamento

di librovolante

Rosa Elia Velasco Gomez

Traduzione dal castigliano di Paolo Federighi

L’atto di allattare ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nelle società di tutti i tempi. Essa è sempre stata strettamente legata a concetti morali di grande importanza: la famiglia, il carattere che si forma in ogni individuo, il ruolo della donna all’interno della società e la sua qualità morale. C’è sicuramente una prevalenza dell’allattamento al seno materno, ma si sono anche susseguiti dei periodi sia di sperimentazione che di strategie di fronte alle emergenze, ed è molto interessante catturare le diverse tendenze di pensiero, i pregiudizi e le conclusioni tratti da queste variazioni.

gennaio 18, 2010

Gerberto D’Aurillac e la nascita del pensiero moderno

di librovolante

Paolo Federighi

“Ebbe quel dono superiore, il talento, tanto necessario quanto il genio per i progressi della civiltà, ma sempre sospettoso agli occhi del volgo”
Henri Focillon

Siamo intorno all’anno Mille. Le cronache dei millenaristi si succedono, e narrano di prodigi, terremoti, mostri ed infinite calamità. Sigeberto di Gembloux, Ademaro di Chabannes, Abbone e, soprattutto, Rodolfo il Glabro, vedono nell’avvento dell’anno Mille l’approssimarsi dell’Apocalisse. I diavoli si manifestano in carne ed ossa, animaleschi, e lo stesso Rodolfo il Glabro ne vede uno ai piedi del suo letto. Gli abati di Cluny e Rodolfo il Glabro sconsigliano la lettura, considerata “demoniaca”, dei poeti antichi. Rodolfo, addirittura, racconta di un tale di Ravenna, chiamato Vilgardo, che per essersi dedicato allo studio della Grammatica ed aver letto i poeti latini, vide apparire davanti a sé tre demoni che avevano l’aspetto di Virgilio, Orazio e Giovenale, che lo esortarono a divulgare le verità insegnate dai poeti; ma, dice Rodolfo, era un inganno contrario alla fede, e Vilgardo, come molti altri, fu dichiarato eretico e giustiziato. Ma dall’altra parte, esistevano personaggi di ben altra caratura: questo è anche il secolo della rivoluzionaria Hroswitha e di studiosi che insegnavano le Sette Arti liberali, e che quei poeti li facevano leggere a volontà. Nessun uomo fu più dotto, nel secolo X, di Gerberto d’Aurillac.

dicembre 17, 2009

LIBERMACHIA – Battaglie a colpi di libri nell’Antichità. Dall’Egitto a Roma

di librovolante

Paolo Federighi

“Nei libri ritrovo i morti, nei libri prevedo il futuro, nei libri trovo le geometrie dell’arte bellica e dai libri escono le leggi della pace. Nel tempo tutto si consuma e marcisce e Saturno non si stanca di divorare i suoi figli: l’oblio seppellirebbe ogni gloria terrena se Dio non vi avesse posto rimedio inventando i libri”

Richard de Bury, sec. XIV

I.

Nella nostra epoca, come sappiamo, per il petrolio si è fatta (e si fa) ogni sorta di guerra. Ci fu un tempo, e molto più di una situazione, in cui il posto del petrolio era occupato dai libri. Sì. Per i libri, molti secoli fa, si sono combattute guerre, più o meno fredde: era l’epoca del papiro, della pergamena e delle lotte per arrivare a possedere la biblioteca, pubblica o privata che fosse, più grande e più ricca. L’aspetto alto della competizione vede il libro, o, piuttosto, il rotolo, come protagonista di una rivoluzione culturale; l’aspetto basso, di poco successivo, riguarda la nascita del libro come oggetto di potere e di prestigio, antecedente del libro come status symbol e oggetto ornamentale e decorativo delle case borghesi. Ebbene, andiamo un po’ indietro nel tempo.
Il periodo è quello che va dal 205 al 180 a. C. Il luogo, l’Egitto. Tolomeo V, re dell’Egitto, decide di interrompere l’esportazione di papiro a Pergamo. La causa di ciò fu la seguente: Alessandria doveva possedere una biblioteca più grande di quella di Pergamo. In Egitto, durante questa “guerra del papiro e del rollo”, il protagonista, attivo o passivo, era la lettera.