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luglio 26, 2011

Il lievito

di librovolante

Giuliano Boffardi

Poche cose, al mondo, riescono a mettere d’accordo le mie figlie quanto la sottolineatura dei miei difetti e, tra questi, l’accusa di essere un inguaribile ansioso. Ma come non esserlo in un mondo dove le regole dell’economia sembrano saltare da un momento all’altro e non fai in tempo a capire, con fatica, cosa sono i “fondamentali” che, subito dopo, illustri economisti ti avvertono che le speculazioni nella finanza dipendono molto da “stati d’animo” e “nervosismi”?
Puoi ricordare il verso della bella poesia di Nazim Hikmet “Delle vostre mani e della menzogna” dove il poeta turco ricorda che il mondo non sta sulle corna di un toro, volubile e imprevedibile, ma sulle mani degli uomini che lavorano.
Puoi dire che il mercato, come il toro di Hikmet (o anche quello bronzeo di Wall Street) può anche essere imprevedibile ma i governi sanno bene cos’è l’economia reale e le forze su cui si regge la vita della gente e, volendo, possono intervenire bloccando le speculazioni e riconducendo il mercato al rispetto di regole oggettive.

maggio 4, 2011

Dead or Alive

di librovolante

Editoriale di Giuliano Boffardi

Forse la vendetta appaga gli animi semplici. Forse la localizzazione di Bin Laden e la successiva sua esecuzione sono stati un semplice atto di giustizia. E’ certo che la morte di quest’uomo, passato il momento in cui i cowboys esultano per la cattura e la punizione di un criminale su cui pendeva una grossa taglia, pone nuovi problemi e alimenta nuove perplessità. A fatica, dobbiamo ammetterlo, confermiamo la nostra cultura contraria alla pena di morte e non ci lasciamo andare, sparando in aria dalla gioia, per ciò che è avvenuto: troppo vivo è ancora il ricordo degli innocenti sgozzati, delle figure che si lanciavano dalle finestre delle Torri gemelle, delle vittime degli attentati, e troppo facile sarebbe farlo.
Non saremmo diversi da quel mondo di cui Osama Bin Laden era espressione, che usa sparare in aria dalla gioia quando quelli che considera i suoi nemici, si trattasse pure di inermi famiglie e donne e bambini, vengono ammazzati atrocemente. Non saremmo diversi neppure da quelle culture e religioni che, anche nei momenti di pace, consentono al ragazzino di gioire nel giorno della maturità mentre il capretto che lui ha sgozzato vive nel sangue la sua agonia a pochi passi. O far sgozzare milioni di agnelli che non sono neppure ancora sicuri nelle loro gambe, in omaggio alla Pasqua del nostro Dio “di pace”!
Crediamo che Cristo ci abbia fatto il dono più bello: quello dell’empatia con tutti gli esseri sofferenti. Ma chi se lo ricorda, ormai!

febbraio 12, 2011

I paesi arabi, i giovani e i loro sogni

di librovolante

Editoriale-testimonianza di Giuliano Boffardi

Quello che sta avvenendo in questi giorni nella fascia settentrionale dell’Africa costituisce una di quelle occasioni che la storia, normalmente, non è prodiga di offrire. Intere popolazioni si stanno ribellando ai loro governi rivendicando pane e democrazia: il semplice e genuino “hot-dog” per cui, da sempre, il mondo fa un passo in avanti e cambia assetti che parevano immutabili.
Tuttavia ho l’impressione che l’attenzione dei governi, ma anche delle popolazioni dei paesi occidentali – tra cui il nostro – sia inadeguata all’importanza del fenomeno. Evidentemente, al di là dei tanti discorsi e delle professioni di fiducia verso il futuro del continente nero, espressi da tutti, compresa la nostra Sinistra, avevamo archiviato l’idea di una emancipazione di questi popoli in tempi medio-brevi.
Anche se giuravamo di saper ben distinguere tra la maledizione del fondamentalismo religioso e le istanze moderne e laiche di quel mondo, di fatto pensavamo che occorressero ancora molti lustri prima di vedere processi nuovi di sviluppo e di democratizzazione da quelle parti. E invece…