Post contrassegnati da tag ‘il libro volante’

maggio 4, 2011

Dead or Alive

di librovolante

Editoriale di Giuliano Boffardi

Forse la vendetta appaga gli animi semplici. Forse la localizzazione di Bin Laden e la successiva sua esecuzione sono stati un semplice atto di giustizia. E’ certo che la morte di quest’uomo, passato il momento in cui i cowboys esultano per la cattura e la punizione di un criminale su cui pendeva una grossa taglia, pone nuovi problemi e alimenta nuove perplessità. A fatica, dobbiamo ammetterlo, confermiamo la nostra cultura contraria alla pena di morte e non ci lasciamo andare, sparando in aria dalla gioia, per ciò che è avvenuto: troppo vivo è ancora il ricordo degli innocenti sgozzati, delle figure che si lanciavano dalle finestre delle Torri gemelle, delle vittime degli attentati, e troppo facile sarebbe farlo.
Non saremmo diversi da quel mondo di cui Osama Bin Laden era espressione, che usa sparare in aria dalla gioia quando quelli che considera i suoi nemici, si trattasse pure di inermi famiglie e donne e bambini, vengono ammazzati atrocemente. Non saremmo diversi neppure da quelle culture e religioni che, anche nei momenti di pace, consentono al ragazzino di gioire nel giorno della maturità mentre il capretto che lui ha sgozzato vive nel sangue la sua agonia a pochi passi. O far sgozzare milioni di agnelli che non sono neppure ancora sicuri nelle loro gambe, in omaggio alla Pasqua del nostro Dio “di pace”!
Crediamo che Cristo ci abbia fatto il dono più bello: quello dell’empatia con tutti gli esseri sofferenti. Ma chi se lo ricorda, ormai!

febbraio 20, 2011

Scrivi per celebrare l’Unità d’Italia

di librovolante

La Redazione de “Il libro volante” bandisce un concorso tra i suoi lettori. In occasione del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia i lettori sono invitati a contribuire con i loro scritti alla celebrazione di questa ricorrenza essenziale per la memoria storica della nostra nazione. Gli articoli dovranno avere come argomento la storia, la cultura, l’arte, la religiosità e la letteratura del Primo Risorgimento (1821-1870) ma potranno anche essere riferiti al Secondo Risorgimento (la Resistenza) o all’attualità (il Terzo Risorgimento) con – però – un riferimento ai valori fondativi della Nazione. Sono ammessi anche lavori letterari inediti su queste tematiche. Tutti gli scritti saranno valutati dalla redazione e i più meritevoli saranno pubblicati e l’autore più votato e condiviso dai lettori verrà intervistato dalla rivista e riceverà in dono una copia di “L’Italia, l’Austria e il Papa” di Giuseppe Mazzini (La Bancarella ed., 2005).
Gli articoli, di massimo 3 cartelle standard TNR 10 in formato (.doc o .odt) devono pervenire alla redazione (presso la mail andrea.panerini@gmail.com) della rivista entro il 30 aprile 2011 con allegata una nota biografica di massimo 5 righe ed eventualmente una foto dell’autore.

febbraio 19, 2010

Note di mitologia e storia dell’allattamento

di librovolante

Rosa Elia Velasco Gomez

Traduzione dal castigliano di Paolo Federighi

L’atto di allattare ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nelle società di tutti i tempi. Essa è sempre stata strettamente legata a concetti morali di grande importanza: la famiglia, il carattere che si forma in ogni individuo, il ruolo della donna all’interno della società e la sua qualità morale. C’è sicuramente una prevalenza dell’allattamento al seno materno, ma si sono anche susseguiti dei periodi sia di sperimentazione che di strategie di fronte alle emergenze, ed è molto interessante catturare le diverse tendenze di pensiero, i pregiudizi e le conclusioni tratti da queste variazioni.

febbraio 10, 2010

Freud e Amleto

di librovolante

Nicola Lotto

Shakespeare è senza dubbio uno degli esponenti principali del rinascimento inglese e uno dei più grandi autori della storia del teatro occidentale. Il drammaturgo scrisse sia tragedie che commedie e una delle tragedie più famose, per la longevità delle sue rappresentazioni e per il continuo intervento dei critici è sicuramente l’Amleto. Ancora oggi infatti a distanza di più di quattro secoli il testo viene rappresentato nelle sale teatrali, discusso e commentato da critici, filologi, psicanalisti e studiosi di ogni genere. È lecito sostenere che per affrontare una tragedia così complicata e ricca di riferimenti sia necessario analizzarla da diversi punti di vista e con le teorie di diverse discipline. Ecco spiegato perché nel corso dei secoli la tragedia è stata interpretata nelle maniere più diverse, spesso in riferimento ai periodi storici che si stavano vivendo. Ad esempio durante la “Guerra Fredda” la figura di Amleto diviene l’immagine di un principe forte e sicuro, che si ribella allo zio sovrano in nome della giustizia e rappresenta lo specchio dell’individuo che possiede la forza necessaria per ribellarsi da ogni potere che non è stato scelto ma imposto, e per di più conquistato nel sangue. Amleto in questo caso è l’individuo che si libera e rifiuta le dittature e i totalitarismi. Questa interpretazione potrebbe essere riproposta anche oggi in quelle società che ancora vivono schiacciate da violente dittature con il problema che probabilmente una tal rilettura non sarebbe accettata dai dittatori al potere, con tutte le conseguenze del caso.

gennaio 13, 2010

Gino Strada. Dalla parte delle vittime

di librovolante

Rossano Pazzagli

M. Lancisi, Gino Strada. Dalla parte delle vittime, Milano, Piemme, 2009, 224 pp., 15,50 euro.

Un libro che è soprattutto un punto di vista, la ricostruzione di un percorso d’impegno civile come occasione per riflettere sui temi generali dei diritti umani, della pace e della guerra, infine della politica. Questa riflessione non è preconfezionata dall’autore, che da esperto giornalista riesce a far parlare i fatti non omettendo però di sottolineare i passaggi principali, ma come stimolata e suggerita al lettore. Il percorso di Gino Strada, il chirurgo di guerra fondatore di Emergency, offre a Lancisi una materia ricca e penetrante alla quale egli dà forma con una narrazione arricchita da due interviste finali al protagonista e da altre interviste a personaggi amici di Strada (Giovanni Bianchi, Mario Capanna, Massimo Toschi), che fanno venire fuori la figura e il senso dell’impegno militante di Strada: un uomo fuori dal coro, autonomo, non incline a compromessi, sempre dalla parte delle vittime che sono il frutto inevitabile di ogni guerra, ciò che spesso i poteri di guerra chiamano burocraticamente e cinicamente “effetti collaterali”.

gennaio 8, 2010

Virtuale/Reale – Dal cyberpunk al World Wide Web

di librovolante

Elena Ciurli*

Cos’è lo spazio virtuale? Ormai un luogo della quotidianità che ci appartiene e al quale apparteniamo a nostra volta. E’ la “Bibbia del Sapere”, tutta la realtà-totale (o quasi), ma anche un affascinante luogo di socializzazione con l’altro, dove poter essere chiunque, ma forse anche riuscire ad esprimere la parte più inconscia e profonda di sé.
Viene dunque da pensare, per associazione di idee, che lo spazio virtuale sia al contempo una rappresentazione del reale e  l’espressione del nostro spazio interno.
All’interno di questa dimensione, è fondamentale il ruolo svolto dalla letteratura cyberpunk.
Attribuirle una definizione o descrivere oggettivamente che cosa essa sia è compito arduo, per la sua natura poliedrica, ibrida, complessa, caratterizzata da una componente letteraria e da una più propriamente socio-politica. R.Scelsi, uno dei fondatori di “Decoder”, storico magazine che tratta dello scenario underground digitale, definisce la letteratura cyberpunk “un ottimo cavallo di Troia” attraverso cui “si offre l’opportunità…di aprire un nuovo enorme campo di produzione di immaginario collettivo, capace di scardinare la tenace cappa immaginativa esistente, dalla quale da più tempo si è compressi” (“Cyberpunk: antologia di testi politici”, ed. Shake, 1990). R.Scelsi afferma la necessità di riappropriarsi dei temi che hanno ispirato il cyberpunk, scaturiti dai movimenti controculturali, per poter rispondere “al paradosso comunicativo che caratterizza la fase attuale della società: un mondo che mai è stato così mediatico, ma anche mai così povero quanto a comunicazione reale”. La tecnologia, quindi, è così intesa quale terreno fertile per nuove possibilità di comunicazione reale, per espressioni artistiche e creative tout court.
Il movimento cyberpunk può essere inserito essenzialmente nel filone della fantascienza e, a livello temporale, può essere collocato negli anni ’80. Gli scrittori che ne hanno fatto parte hanno vissuto in prima persona il cambiamento profondo del rapporto con la tecnologia, diverso da quello post-bellico, dal boom economico, acritica esaltazione del consumismo.

gennaio 4, 2010

Il buco nell’acqua – Gestione del servizio idrico e crisi della democrazia negli ultimi quindici anni

di librovolante

Rossano Pazzagli

Nel 1994 in tanti salutarono la cosiddetta legge Galli (n. 36) come uno strumento per promuovere uguaglianza e condizioni migliori per la gestione dell’acqua in Italia. Invece, a dispetto degli stessi principi affermati dalla legge, essa ha finito per costituire l’inizio della fine dell’acquedotto come servizio pubblico comunale, risalente agli inizi del ‘900 quando, sotto il governo Giolitti, il Parlamento approvò una legge nazionale per la municipalizzazione degli acquedotti. Come in altri Paesi europei e negli Stati Uniti, allora furono i problemi igienico-sanitari, gli alti costi per i cittadini e la necessità di estendere il servizio alle fasce più deboli della popolazione, a spingere verso la pubblicizzazione del servizio idrico.
Novant’anni dopo, proprio con la legge Galli, approvata durante il primo governo Berlusconi, sotto le mentite spoglie di buoni principi si apriva di fatto la strada della privatizzazione di questo servizio pubblico, invertendo un approccio secolare ed espropriando i comuni di un compito essenziale: quello della distribuzione dell’acqua potabile e della raccolta dei reflui. Se i principi generali definiti nei primi articoli della legge riprendevano concetti condivisibili (tutte le acque sono pubbliche e costituiscono una risorsa da salvaguardare ed utilizzare secondo criteri di solidarietà; ogni uso delle acque va effettuato salvaguardando i diritti delle generazioni future; gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse, priorità del consumo umano sugli altri usi, superamento della frammentazione delle gestioni…), di fatto l’istituzione del servizio idrico integrato (acquedotto, fognature, depurazione) e la sua riorganizzazione sulla base di ambiti territoriali ottimali (ATO), che sarebbero divenuti gli effettivi titolari del servizio, che avrebbero poi affidato in gestione a soggetti aziendali, ha aperto un varco legalizzato all’ingresso dei privati nella gestione ed ha inferto un colpo mortale al ruolo dei comuni rispetto ad una risorsa così importante per i cittadini e per il territorio.