aprile 3, 2011
di librovolante
Matteo Bianchi
L’atto finale del Congresso di Vienna, datato 9 giugno 1815, ridette all’Europa l’assetto precedente all’Impero napoleonico, restaurando in Italia gli antichi sovrani. Il ritorno di un passato greve, con le dinastie rovesciate a fatica di nuovo al potere, il Papa sul trono dello Stato Pontificio e il dominio austriaco riaffermato nell’Italia settentrionale, poté forse sembrare, a gran parte della popolazione, una realtà mentalmente sopportabile, ritrovate le pratiche quotidiane. A una congerie contraddittoria e anacronistica di piccoli regni, principati e domini stranieri subentrò così uno stato unitario che si impose sulle barriere interne della penisola, dando leggi comuni agli Italiani. Ma le fece davvero crollare? Il dibattito è aperto; con tutta probabilità i dissidi odierni sono i resti di allora, quando assai ristretta era la classe culturale trainante, la quale aveva a cuore il bene di tutti. Ciò nonostante, nel territorio scoppiarono subito sporadici, ma intensi fermenti di un’ansia rinnovatrice e trasformatrice, che si sarebbero presto diffusi dappertutto, dando vita ad una feconda irrequietezza, una lotta al presente del nuovo contro il vecchio.
In campo artistico ci fu una grande fioritura, spesso legata all’attività politica. Gli avvenimenti dell’epoca – di notevole impatto, anche perché implicavano un rinnovato sentimento d’identità nazionale – erano infatti tali da incidere profondamente sull’animo degli artisti, tanto da stimolare in molti di loro ispirazioni di intenso patriottismo.
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marzo 16, 2011
di librovolante
Enrico Beni
E se licito m’è o sommo Giove / che fosti in terra per noi crocifisso / son li giusti occhi tuoi rivolti altrove? / O è preparazion che nell’abisso / del tuo consiglio fai per alcun bene / in tutto dell’ accorger nostro scisso ? / Che le città d’Italia tutte piene / son di tiranni , ed un Marcel diventa / ogni villan che parteggiando viene.¹
Dante intravede quello che sarà il risorgimento d’Italia, e spera che ciò avvenga alla luce del Vangelo chiamando Gesù in causa e, sperando con fede, oltre ogni speranza. «O è preparazion che nell’abisso / del tuo consiglio fai per alcun bene». E questa profezia dovrà, grazie al pensiero cristiano avverarsi secoli dopo la luce del Vangelo «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future».² Gli intellettuali cristiani, nei secoli hanno elaborato teorie e concetti di liberazione per l’uomo adatte a costruire tempi nuovi e più giusti. Inoltre a questi possiamo aggiungere gli intellettuali che si sono fatti coinvolgere dalle idee rivoluzionarie del vangelo e dei suoi pensatori, e da cui hanno preso spunti.
Però prima di proseguire vorrei definire il concetto di cristiani che non vuol dire necessariamente cattolici o protestanti ma uomini che hanno seguito davvero il vangelo, e non le chiese temporali che si sono succedute, o create di secolo in secolo.
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febbraio 7, 2011
di librovolante
I muri asciutti
e vinti,
un fondo congelato
che si staglia
e ritaglia i bordi
dei rami,
cinerei fiumi,
sbuffi di terra d’ombra
delle ciminiere
su un fondo cupo
di lavagna
dove un gabbiano
che non trova il mare
s’appiglia, s’impiglia
ad un pino,
strozzato
da una forcella
di due rami
in croce.
da L’urlo si fa silenzio (1999)
Maribruna Toni, pittrice e scrittrice (Piombino, 1951- Piombino, 1998) è una delle voci più significative dell’arte astratta italiana nell’ultimo decennio del XX secolo.
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gennaio 24, 2011
di librovolante
Nicola Lotto
Credo sia giunto il momento di parlare del rifiuto!
No, non certo quello che invade le strade e le piazze della bella e discussa Napoli, ma il rifiuto a cui ogni individuo deve tendere se desidera davvero uscire letteralmente fuori e astrarsi da una realtà e da una società sempre più votata alla violenza, al sopruso, alla meschinità, al cosiddetto machismo e ai valori classici di chi privilegia il futile all’essenza. Questa è una società che genera mostri e che dai mostri è formata, in un turbine umano che più molto ha di umano e nel perpetuarsi malato delle proprie ipocondrie e paranoie varie. Ma mi chiedo come sia possibile che, dopo secoli di sangue e millenni di guerre dopo che tutte le intimidazioni e le violenze sono state smascherate e deprecate, esista ancora un atteggiamento fortemente violento e repressivo nei confronti delle cose che non ci vanno bene o ancora peggio nei confronti degli individui che riteniamo sbagliati per natura, etnia, religione o semplice approccio all’esistenza.
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settembre 24, 2010
di librovolante
Una riflessione sull’attuale momento politico
Editoriale di Rossano Pazzagli
Il maggioritario è stato un pernicioso equivoco. L’idea affermatasi fin dagli anni ’90 che due soli schieramenti, o addirittura due soli partiti, potessero garantire meglio di molti una maggiore stabilità e governabilità al Paese si è rivelata sbagliata e controproducente: essa non ha generato la stabilità necessaria per le riforme (quelle «riforme mancate» che sono una delle chiavi interpretative della storia repubblicana italiana) ed ha finito per ridurre gli spazi della democrazia e della partecipazione. Anzi, essa pare aver generato mostri, fino alla messa in discussione della carta costituzionale. L’attuale situazione politica altro non è che il frutto amaro di questo equivoco. Di due partiti non possiamo parlare, visto che il PDL si è sciolto come neve al sole, infranto dall’incapacità di costruire sotto l’egida berlusconiana la casa comune di una destra moderna ed europea, espressione dei ceti borghesi ancorati ai valori dell’autorità, dell’individualismo, del liberismo e della disciplina; e perché l’altro progetto – quello del PD – si è consumato nell’incertezza della propria identità e nell’assenza di una visione alternativa della società, finendo per perdere (ma questo è un processo assai più lungo) la rappresentanza dei ceti più deboli, delle «masse» come giustamente si diceva una volta.
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dicembre 14, 2009
di librovolante
editoriale di Andrea Panerini
Ho riflettuto a lungo se valesse la pena esprimersi sulla notizia principale di queste ultime ore cioè il ferimento non grave del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo un comizio tenuto a Milano, sua roccaforte personale. La risposta a cui sono pervenuto è affermativa, perché, purtroppo, la situazione in Italia sta degenerando pericolosamente ed è giusto commentarla. Nel corso della manifestazione, con ogni evidenza realizzata sottotono nei confronti delle aspettative del leader del governo e del partito di maggioranza relativa, Berlusconi ha sparato una raffica di insulti contro i magistrati, l’opposizione e contro un gruppo abbastanza numeroso di contestatori (anche rispetto ai suoi non numerosi sostenitori). Dopo il comizio è avvenuto il fattaccio: uno squilibrato lo ha centrato con una statuetta e gli ha provocato lesioni non molto gravi ma dolorose e non da sottovalutare anche tenendo conto dell’età avanzata (73 anni) del premier. In definitiva più spavento che danno ma un segnale molto grave ed inquietante. Premetto che voglio esprimere al Presidente del Consiglio la mia personale (e quella della redazione de Il libro volante) solidarietà senza alcuna riserva sia verso l’uomo che verso l’istituzione che rappresenta. La violenza non è mai giustificabile in alcun modo né nei comportamenti privati né in quelli pubblici, e questo è bene sottolinearlo con forza.
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dicembre 2, 2009
di librovolante
Rossano Pazzagli
Che cos’è ormai la sinistra italiana? a livello politico (p minuscola) essa sembra ridotta ad un amalgama di presunte identità ‘quasi personali’, a frammenti di ceto politico che sopravvivono a stento, a pochi gruppi o piccoli partiti da rianimare; a livello sociale forse l’idea di sinistra esprime ancora un comune sistema di valori (meglio sarebbe parlare di principi, come l’uguaglianza, la giustizia, la solidarietà…) eternamente in attesa di essere tradotti in una visione della democrazia, in pensiero e azione Politica (P maiuscola). Malgrado ciò che dice Berlusconi, che ossessivamente vede comunisti anche dove non sono più, il Partito Democratico è, nei suoi apparati e nella linea fin qui seguita, sostanzialmente fuori dalla sinistra, non appare più un partito della sinistra laica e socialista ispirata a principi storici e valori comuni. Attendiamo di vedere se il nuovo partito annunciato da Bersani riuscirà ad inventare qualcosa per dare al Pd una fisionomia socialista e alternativa, ma non credo, almeno a giudicare dall’atteggiamento tenuto rispetto a questioni poste recentemente sul tappeto, come ad esempio quella dello scudo fiscale, o quella del crocifisso nei luoghi pubblici o il disegno di legge Gelmini sull’Università. Sono solo tre casi, ma in nessuno di questi esso ha saputo esprimere l’idea di un’alternativa netta al centro-destra.
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ottobre 9, 2009
di librovolante
da freemusic1@tin.it
La crisi è soprattutto di carattere psicologico. Con questa frase il premier definisce gli ultimi tempi di crisi. Non sa che per molti italiani circa un milione la crisi va avanti da anni. Sono i disabili. Gli ultimi tra gli ultimi. Non considerati da governo o opposizione che si alternano al comando di una nazione che ghettizza ed umilia persone già deboli di per se. I disabili sono costretti ad una vita di stenti dovuta già oltre ai loro specifici problemi a quei 250 euro mensili che percepiscono di pensione minima. Le vere pensioni minime in Italia. Pensioni delle quali nessuno si occupa anzi pensioni minime tenute nascoste perché vero specchio del disagio e della povertà italiana. Tenute nascoste e baypassate da altre informazioni come gli atleti disabili che durante le olimpiadi vengono oscurati dopo la passerella degli atleti normodotati, i disabili sportivi non vengono trasmessi per non turbare l’opinione pubblica (questa è la triste verità mass-mediatica).
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