luglio 14, 2011
di librovolante
Le parole sono fumo
sono perle nel mistero
sono rose abbandonate
e incatenano il pensiero.
Le parole sono neve
buone per una stagione
le dimentichiamo presto
non rivelano le cose.
Le parole sono un rito
che addormenta la mia pena
un bouquet di suoni ed aria
che si offrono alla sera.
Le parole che io uso
per ucciderti od averti
son divinità perdute
che s’inchinano ai tuoi occhi.
Nicola Lotto
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gennaio 24, 2011
di librovolante
Nicola Lotto
Credo sia giunto il momento di parlare del rifiuto!
No, non certo quello che invade le strade e le piazze della bella e discussa Napoli, ma il rifiuto a cui ogni individuo deve tendere se desidera davvero uscire letteralmente fuori e astrarsi da una realtà e da una società sempre più votata alla violenza, al sopruso, alla meschinità, al cosiddetto machismo e ai valori classici di chi privilegia il futile all’essenza. Questa è una società che genera mostri e che dai mostri è formata, in un turbine umano che più molto ha di umano e nel perpetuarsi malato delle proprie ipocondrie e paranoie varie. Ma mi chiedo come sia possibile che, dopo secoli di sangue e millenni di guerre dopo che tutte le intimidazioni e le violenze sono state smascherate e deprecate, esista ancora un atteggiamento fortemente violento e repressivo nei confronti delle cose che non ci vanno bene o ancora peggio nei confronti degli individui che riteniamo sbagliati per natura, etnia, religione o semplice approccio all’esistenza.
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dicembre 16, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Siamo nell’immediato secondo dopoguerra, i tedeschi sono stati cacciati, Mussolini non controlla più nulla, dall’altra parte dell’Europa i fumi dei campi di sterminio si levano ancora densi perché non sarà facile smaltirli e liberarsene, non sarà concesso dimenticare. Ma questa è tutta un’altra storia, un’altra Europa probabilmente ancora sconosciuta ed ignorata dai cittadini delle Langhe piemontesi dove è ambientata la vicenda malinconica e decisiva de La luna e i falò. Il romanzo considerato da molti come la più bella opera di Pavese è senza dubbio il suo testamento e con ogni probabilità una testimonianza autobiografica che racchiude in racconti brevi gli anni della liberazione vissuti dallo scrittore piemontese. Basti pensare che Pavese come Anguilla, il protagonista de La luna e i falò, prende una decisione differente da molti suoi compaesani dell’epoca, ovvero invece di ritirarsi nei monti e unirsi nella lotta partigiana contro le forze fasciste emigra in posti più sicuri e meno combattuti.
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ottobre 10, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Sulla spinta del fervore rivoluzionario che alla fine degli anni ’60 infiammava la nostra penisola, non solo la canzone ma tutto il mondo dell’arte viene influenzato e coinvolto nella creazione di un genere innovativo, politicamente attivo e distante dalle antiche pratiche artistiche, considerate ormai inutili artefici borghesi. Anche il teatro italiano ovviamente risente di tale spinta propulsiva. La situazione complessiva del teatro italiano all’inizio degli anni ’60 non era delle più rassicuranti. Il rapporto tra il pubblico e il teatro, in termini di partecipazione agli spettacoli risentiva evidentemente della concorrenza spietata del cinematografo e della nascente televisione e nel ’63 riuscì a toccare il punto più basso di questa parabola discendente. La censura, imposta dal regime fascista alcuni anni prima, era stata opportunamente eliminata nel ’62, ma nonostante questo la censura di stato continuava ad agire e a reprimere gli spettacoli che rischiavano di mettere in pericolo lo spettatore con tematiche che evadevano i consueti principi morali.
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ottobre 1, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Quando si discute del rapporto tra Fascismo e Cinema, e del ruolo importante che la cinematografia di quel periodo ha avuto ai fini della propaganda e del consenso popolare, si finisce quasi sempre e inesorabilmente, al ricordo del volto risoluto e duro e della presenza massiccia e fiera di Mussolini. In particolare, tutti ricordiamo i discorsi altisonanti e gonfi di retorica con cui il Duce infiammava e aizzava le masse, e li ricordiamo spesso come espressioni buffe e caricate di un dittatore incredibilmente distante dalla realtà delle cose e dei fatti. Questo modo di comportarsi è del tutto giustificabile se consideriamo che il nostro sguardo è ormai abituato a tanti e diversificati tipi di informazione televisiva, ad altri metodi comunicativi e i media di oggi sanno con abilità variare i propri codici, aggiornarsi e presentarsi in vesti nuove.
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febbraio 26, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Ricercare l’essenza delle cose, ascoltare il proprio spirito parlare, amare semplicemente e senza fatica come fosse fisiologico e vitale. Versi secchi e tesi che lasciano il silenzio alle spalle o versi ambrati di desiderio che illuminano paesaggi sublimi. Versi che non hanno niente a che vedere con la banale pesantezza del presente ma che si librano leggeri nell’essenza del senso. Litanie arabe è l’ultima breve raccolta di poesie di Andrea Panerini, 16 componimenti maturati negli ultimi anni che sono stati appena pubblicati per La Bancarella editrice. Un piacere insolito deriva dalla lettura di queste liriche, trasportati nell’intima sensibilità dell’autore non possiamo davvero rimanere inerti di fronte a tanta carne messa sul fuoco. Scuserete l’espressione, ma è l’unica che permette di capire quanto materiale, esperienza ed emozione il poeta trascriva nero su bianco, e quanta forza probabilmente venga impegnata per arrivare al risultato finale. La poesia di Panerini per prima cosa mette in luce l’amore, non certo visto come sentimento puerile e voluttuoso ma come unico e privilegiato rifugio dai mali del mondo.
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febbraio 10, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Shakespeare è senza dubbio uno degli esponenti principali del rinascimento inglese e uno dei più grandi autori della storia del teatro occidentale. Il drammaturgo scrisse sia tragedie che commedie e una delle tragedie più famose, per la longevità delle sue rappresentazioni e per il continuo intervento dei critici è sicuramente l’Amleto. Ancora oggi infatti a distanza di più di quattro secoli il testo viene rappresentato nelle sale teatrali, discusso e commentato da critici, filologi, psicanalisti e studiosi di ogni genere. È lecito sostenere che per affrontare una tragedia così complicata e ricca di riferimenti sia necessario analizzarla da diversi punti di vista e con le teorie di diverse discipline. Ecco spiegato perché nel corso dei secoli la tragedia è stata interpretata nelle maniere più diverse, spesso in riferimento ai periodi storici che si stavano vivendo. Ad esempio durante la “Guerra Fredda” la figura di Amleto diviene l’immagine di un principe forte e sicuro, che si ribella allo zio sovrano in nome della giustizia e rappresenta lo specchio dell’individuo che possiede la forza necessaria per ribellarsi da ogni potere che non è stato scelto ma imposto, e per di più conquistato nel sangue. Amleto in questo caso è l’individuo che si libera e rifiuta le dittature e i totalitarismi. Questa interpretazione potrebbe essere riproposta anche oggi in quelle società che ancora vivono schiacciate da violente dittature con il problema che probabilmente una tal rilettura non sarebbe accettata dai dittatori al potere, con tutte le conseguenze del caso.
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dicembre 20, 2009
di librovolante
Mi raccontasti giorni di polvere
della noia che corrode e usura il tempo.
Ti immaginai come una venere iraconda
che la bellezza toglie e dona in strane estasi alternate.
E svelai il mio più profondo segreto a te sola
perché non mi conoscevi al tempo
e non mi conosci ancora.
Nicola Lotto
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