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aprile 3, 2011

L’Italia unita in versi: i poeti del Risorgimento

di librovolante

Matteo Bianchi

L’atto finale del Congresso di Vienna, datato 9 giugno 1815, ridette all’Europa l’assetto precedente all’Impero napoleonico, restaurando in Italia gli antichi sovrani. Il ritorno di un passato greve, con le dinastie rovesciate a fatica di nuovo al potere, il Papa sul trono dello Stato Pontificio e il dominio austriaco riaffermato nell’Italia settentrionale, poté forse sembrare, a gran parte della popolazione, una realtà mentalmente sopportabile, ritrovate le pratiche quotidiane. A una congerie contraddittoria e anacronistica di piccoli regni, principati e domini stranieri subentrò così uno stato unitario che si impose sulle barriere interne della penisola, dando leggi comuni agli Italiani. Ma le fece davvero crollare? Il dibattito è aperto; con tutta probabilità i dissidi odierni sono i resti di allora, quando assai ristretta era la classe culturale trainante, la quale aveva a cuore il bene di tutti. Ciò nonostante, nel territorio scoppiarono subito sporadici, ma intensi fermenti di un’ansia rinnovatrice e trasformatrice, che si sarebbero presto diffusi dappertutto, dando vita ad una feconda irrequietezza, una lotta al presente del nuovo contro il vecchio.
In campo artistico ci fu una grande fioritura, spesso legata all’attività politica. Gli avvenimenti dell’epoca – di notevole impatto, anche perché implicavano un rinnovato sentimento d’identità nazionale – erano infatti tali da incidere profondamente sull’animo degli artisti, tanto da stimolare in molti di loro ispirazioni di intenso patriottismo.

gennaio 30, 2011

ICARO: Gli amanti senza volto. Un’indagine su René Magritte.

di librovolante

Matteo Bianchi

Les amants o Gli amanti I & II di René Magritte, sono due oli su tela dipinti a Parigi e datati 1928. Due versioni aventi pressoché le stesse dimensioni; oggi quella che indicheremo come prima (54,0 x 73,0 centimetri) è esposta all’Australian National Gallery, mentre la seconda (54,0 x 73,4 centimetri) al MoMA di New York, dono di Richard S. Zeisler. In entrambe le opere il bianco del lenzuolo, tono che dà luce per eccellenza, introduce lo sguardo dello spettatore alla scena: il drappo avvolge i volti allo stesso modo in cui ci si copre poco prima di prendere sonno; un chiaro riferimento onirico rafforzato nella seconda versione dal contrasto di tonalità di blu tanto distanti sul fondo, “metafisico”, e dalla cornice classicheggiante che riveste la rossa parete, riportando agli occhi tempi antichi. Anche i chiaroscuri con cui l’artista ha reso il lenzuolo, paiono i virtuosismi del peplo di una scultura ellenistica, sintesi della durezza del marmo. La prima, invece, sullo sfondo ha un paesaggio, la vista di colline e mare, che ricorda un “locus amoenus”: i soggetti guancia a guancia, quasi si tratti di una foto ricordo, di quelle che si appendono al muro dopo una vacanza; quindi la riproduzione di una situazione ideale – e non reale – per due amanti in una posa formale.

gennaio 10, 2011

Una poesia di Matteo Bianchi

di librovolante

Il limbo è

 

il naufrago

che più non scorge

le rive del suo mare;

tira i remi in barca

rassegnato alla fatica

e si abbandona alla deriva

dell’ultima corrente

per un giorno o per sempre.

 

Sarà meglio abitare

il guscio di una noce

in un misero bicchiere?

*Matteo Bianchi è nato nel 1987 a Ferrara, città nella quale si è laureato in Lettere Moderne; oggi studia Filologia e Critica della Letteratura presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. A distanza di tre anni va in ristampa la sua prima raccolta: “Poesie in bicicletta” (Este Edition, 2007). Ha fondato l’Associazione Culturale Gruppo del Tasso insieme ad altri giovani artisti, della quale è presidente. Ultimamente collabora con “SITI”, trimestrale di attualità e politica culturale dell’Associazione Città e Siti Italiani patrimonio Mondiale Unesco.