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ottobre 24, 2011

Crepuscolo di un regime

di librovolante

Editoriale di Andrea Panerini

Non sappiamo cosa succederà in Italia nelle prossime settimane, mesi o anni. A molti di noi piacerebbe avere doni di profetismo politico a lunga scadenza ma realtà è che non sappiamo nemmeno cosa potrà succedere a breve e, nel grande mare mobile e contraddittorio che rappresenta molto bene il nostro paese in questa fase storica, qualsiasi profezia appare arbitraria e incerta.
Negli ultimi venti anni l’Italia è stata dominata non solo da un uomo – Silvio Berlusconi – ma da un modus operandi et cogitandi e da una impostazione etica – il berlusconismo – che ha sfibrato la struttura della nazione. L’attuale Presidente del Consiglio è stato dato per spacciato molte volte negli ultimi anni ed è sempre riuscito a risorgere dalle proprie ceneri politiche – complice una sinistra culturalmente debolissima e una coalizione progressista sommamente autolesionista – riducendo in cenere il paese che aveva l’ambizione di non-governare. Quello che è certo è che l’uomo Silvio Berlusconi, 75 anni, è in chiaro declino psico-fisico e non riesce più a dominare le proprie ossessioni e i propri vizi (che non sono solo quelli dell’alcova). E’ indubbio che entro un periodo di anni non altissimo l’uomo si ritirerà a vita privata per manifesta incapacità fisica nel continuare il cimento del governo. Quando questo potrà avvenire solo Dio ovviamente lo sa e ogni previsione è cabalistica, il personaggio – è stato evocato varie volte dalla stampa nazionale – non è tipo da farsi da parte di propria volontà e per il bene del paese, quantomeno se ciò non corrisponde al proprio interesse privato.

settembre 20, 2011

Il 23 settembre presentazione del volume di Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi”

di librovolante
Libreria Claudiana di Firenze – Centro culturale protestante “Pietro Martire Vermigli” 
Rivista “Il libro volante” – Gruppo Consiliare FdS/Verdi Consiglio Regionale della Toscana
hanno il piacere di invitarvi

alla presentazione del volume di Giuseppe Mazzini
“Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi”
(Claudiana) a cura di Andrea Panerini,
con prefazione di Paolo Ricca
Venerdì 23 settembre 2011 
ore 16.30
Sala delle Collezioni – Palazzo Bastogi
Consiglio Regionale della Toscana
via Cavour 18 – Firenze
saluti iniziali
Dott. Mauro Romanelli
Consigliere Regionale FdS-Verdi

tavola rotonda con
On. Domenico Maselli
Pastore Chiesa valdese di Lucca e docente Storia del Cristianesimo Università di Firenze

Prof. Zeffiro Ciuffoletti
Docente di Storia del Risorgimento Università di Firenze

Dott. Andrea Panerini 
Curatore del libro

intervengono
Prof. Marco Ricca
Presidente Centro culturale protestante “P.M. Vermigli”

Sarà presente un rappresentante dell’Associazione
Mazziniana Italiana – sezione di Firenze

Il convegno sarà trasmesso in diretta video
sulla homepage del portale
del Consiglio Regionale della Toscana
E’ recentemente uscito il volume di Giuseppe Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi” curato da Andrea Panerini e con prefazione del prof. Paolo Ricca. Il libro riscopre quattro testi: un Mazzini che pochi conoscono. La dura disamina dello stato della fede cristiana in Italia e in Occidente. La critica di una fede ammorbata dal clericalismo vaticano e dal materialismo marxista. Dal Concilio a Dio, una lettera che Giuseppe Mazzini inviò pubblicamente, nel 1870, ai membri del Concilio Vaticano I che discutevano dell’infallibilità del pontefice, accingendosi a ratificare lo scontro con la modernità che la Chiesa di Roma aveva avviato proprio sotto il regno di Pio IX. Ma anche un Mazzini autobiografico e antischiavista, i travagli di un’epoca i cui riflessi ancora condizionano la nostra cultura.
Segreteria organizzativa:
Gruppo Federazione della Sinistra e Verdi
via Cavour 4 Firenze
Tel 055/2387506 – Fax 055/2387662

gennaio 16, 2011

A Mirafiori hanno perso tutti

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Finalmente è finita la liturgia di proclami, minacce e ricatti sul nuovo “accordo” (meglio chiamarlo “imposizione”) tra “sindacati” e “azienda” FIAT (che fino a prova contraria è acronimo che significa Fabbrica Italiana Automobili Torino) e si possono tirare mestamente le somme. La prima affermazione che è possibile fare è questa: con questo referendum-ricatto hanno perso tutti.

Ha perso l’azienda e ha perso Marchionne. Chi si illudeva, come l’Amministratore Delegato, di poter avere un consenso plebiscitario su un contratto capestro usando media asserviti, governo compiacente e il ricatto occupazionale per poter riaprire balconi ed avere folle oceaniche plaudenti sotto il proprio ufficio, si è ritrovato con una vittoria di misura condizionata dallo scontato voto positivo di amministrativi e quadri che non sono minimamente toccati dalle restrizioni del nuovo contratto. Nei seggi operai il voto è stato pari tra favorevoli e contrari, con punte negative del 53% nel reparto montaggio (quasi tremila lavoratori), il reparto più toccato dai peggioramenti delle condizioni di lavoro, dove già gli operai sono degli automi che devono compiere ogni gesto entro 90 secondi.

novembre 27, 2010

Il lungo crepuscolo del berlusconismo

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Lo stomachevole susseguirsi di polemiche, dichiarazioni e tatticismi che stanno logorando da mesi il governo Berlusconi IV, non solo ci ha riportato agli aspetti meno esaltanti della cosiddetta “Prima Repubblica” ma ha sprofondato il sistema politico del nostro paese nel peggior individualismo e infantilismo possibile: un quadro che non ci potevamo augurare di vedere nemmeno nei peggiori incubi. Come tutto ciò che avviene nel Belpaese, pur anche con conseguenze tragiche, è una tragedia farsesca all’amatriciana in cui non si riescono a distinguere i toni melodrammatici dall’avanspettacolo e dalla commedia dell’arte.
Le conseguenze per il paese sono drammatiche: economia nazionale non solo stagnante ma sull’orlo della bancarotta pubblica, una “classe dirigente” (se ancora così possiamo chiamarla) senza valori nè idee che sforna dieci nuovi partiti e simboli all’anno, una popolazione stanca ma anche in larga parte meschinamente attaccata al proprio “particulare” e alla salvaguardia delle posizioni di rendita.

febbraio 26, 2010

Litanie arabe, l’ultimo libro di Andrea Panerini

di librovolante

Nicola Lotto

Ricercare l’essenza delle cose, ascoltare il proprio spirito parlare, amare semplicemente e senza fatica come fosse fisiologico e vitale. Versi secchi e tesi che lasciano il silenzio alle spalle o versi ambrati di desiderio che illuminano paesaggi sublimi. Versi che non hanno niente a che vedere con la banale pesantezza del presente ma che si librano leggeri nell’essenza del senso. Litanie arabe è l’ultima breve raccolta di poesie di Andrea Panerini, 16 componimenti maturati negli ultimi anni che sono stati appena pubblicati per La Bancarella editrice. Un piacere insolito deriva dalla lettura di queste liriche, trasportati nell’intima sensibilità dell’autore non possiamo davvero rimanere inerti di fronte a tanta carne messa sul fuoco. Scuserete l’espressione, ma è l’unica che permette di capire quanto materiale, esperienza ed emozione il poeta trascriva nero su bianco, e quanta forza probabilmente venga impegnata per arrivare al risultato finale. La poesia di Panerini per prima cosa mette in luce l’amore, non certo visto come sentimento puerile e voluttuoso ma come unico e privilegiato rifugio dai mali del mondo.

gennaio 20, 2010

Le elezioni uccidono

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Ero straniero e non mi avete ospitato… in verità vi dico che quando non lo avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me (Mt. 25, 43.45)

Domenica scorsa 150 rom che occupavano un’area pubblica di Sesto Fiorentino sono stati sgomberati con un blitz alle sei di mattina, sono stati tenuti per una intera giornata in Questura senza mangiare nè bere e sono stati rilasciati con un foglio di via (motivazione che fa sorridere se si fosse capaci ancora di farlo: occupazione abusiva di suolo pubblico per cui alcuni avvocati hanno già preannunciato ricorso per violazione delle normative europee) lasciati senza abitazione (e con le temperature rigide di questi giorni nell’area fiorentina) a dormire sotto le stelle. 150 rom che potranno apparirci lontani, estranei, antipatici, un pò ladri (secondo i nostri illuminanti stereotipi): ma che sono innanzitutto 150 esseri umani. In mezzo a questi disperati due neonati (di cui uno nato da appena 14 giorni), donne incinte, gravi disabili. Un’ottantina di queste persone hanno trovato rifugio presso la Chiesa valdese di Firenze in Via Micheli che ha loro aperto le porte raccogliendo l’appello dell’ex parlamentare di Rifondazione Comunista Mercedes Frias e i casi più delicati sono stati trasferiti alla Foresteria valdese di Firenze in via de’ Serragli.

gennaio 9, 2010

Il pogrom calabrese

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Quello che si temeva da tempo è accaduto: l’esasperazione e l’ignoranza hanno provocato tumulti e incidenti indegni di un paese civile. La rivolta degli immigrati in Calabria non è un fatto straordinario e sporadico: è quello che ci aspetta nei prossimi anni se l’Italia e l’Europa non guarderanno verso un nuovo modello di sviluppo, di cooperazione e di solidarietà sociale. Qui non si tratta di essere buonisti ma di essere giusti.
Il ministro dell’interno Maroni ha usato parole aberranti (“ecco i risultati di una eccessiva tolleranza verso i clandestini”) classificandosi per quello che è: il becero rappresentante di una classe politica incapace di governare questo paese al di là dei suoi miseri maneggi e assolutamente inadeguata nell’analisi della società contemporanea. Va sottolineato che i cittadini italiani non si devono rassegnare a vedere gli stranieri che violano apertamente leggi e costumi del paese che li ospita ma la domanda di fondo è la seguente: come possiamo fare una qualunque ramanzina a questi soggetti se noi siamo i primi a tollerare da decenni un paese in preda all’anarchia legale e morale e il cui Presidente del Consiglio è pienamente l’emblema di questa illegalità? Gli italiani hanno diritto di non vedere stravolti i loro costumi e di vivere in una nazione sicura e progredita ma gli stranieri hanno altrettanto il diritto di non essere considerati carne da macello, lavoratori al nero sottopagati o tenuti comunque sotto scacco dall’assurda normativa vigente.

dicembre 14, 2009

Le rovine del populismo

di librovolante

editoriale di Andrea Panerini

Ho riflettuto a lungo se valesse la pena esprimersi sulla notizia principale di queste ultime ore cioè il ferimento non grave del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo un comizio tenuto a Milano, sua roccaforte personale. La risposta a cui sono pervenuto è affermativa, perché, purtroppo, la situazione in Italia sta degenerando pericolosamente ed è giusto commentarla. Nel corso della manifestazione, con ogni evidenza realizzata sottotono nei confronti delle aspettative del leader del governo e del partito di maggioranza relativa, Berlusconi ha sparato una raffica di insulti contro i magistrati, l’opposizione e contro un gruppo abbastanza numeroso di contestatori (anche rispetto ai suoi non numerosi sostenitori). Dopo il comizio è avvenuto il fattaccio: uno squilibrato lo ha centrato con una statuetta e gli ha provocato lesioni non molto gravi ma dolorose e non da sottovalutare anche tenendo conto dell’età avanzata (73 anni) del premier. In definitiva più spavento che danno ma un segnale molto grave ed inquietante. Premetto che voglio esprimere al Presidente del Consiglio la mia personale (e quella della redazione de Il libro volante) solidarietà senza alcuna riserva sia verso l’uomo che verso l’istituzione che rappresenta. La violenza non è mai giustificabile in alcun modo né nei comportamenti privati né in quelli pubblici, e questo è bene sottolinearlo con forza.