dicembre 16, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Siamo nell’immediato secondo dopoguerra, i tedeschi sono stati cacciati, Mussolini non controlla più nulla, dall’altra parte dell’Europa i fumi dei campi di sterminio si levano ancora densi perché non sarà facile smaltirli e liberarsene, non sarà concesso dimenticare. Ma questa è tutta un’altra storia, un’altra Europa probabilmente ancora sconosciuta ed ignorata dai cittadini delle Langhe piemontesi dove è ambientata la vicenda malinconica e decisiva de La luna e i falò. Il romanzo considerato da molti come la più bella opera di Pavese è senza dubbio il suo testamento e con ogni probabilità una testimonianza autobiografica che racchiude in racconti brevi gli anni della liberazione vissuti dallo scrittore piemontese. Basti pensare che Pavese come Anguilla, il protagonista de La luna e i falò, prende una decisione differente da molti suoi compaesani dell’epoca, ovvero invece di ritirarsi nei monti e unirsi nella lotta partigiana contro le forze fasciste emigra in posti più sicuri e meno combattuti.
continua a leggere »
Like this:
Be the first to like this post.
Pubblicato in: Narrativa, Recensioni |
Lascia un commento »
ottobre 10, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Sulla spinta del fervore rivoluzionario che alla fine degli anni ’60 infiammava la nostra penisola, non solo la canzone ma tutto il mondo dell’arte viene influenzato e coinvolto nella creazione di un genere innovativo, politicamente attivo e distante dalle antiche pratiche artistiche, considerate ormai inutili artefici borghesi. Anche il teatro italiano ovviamente risente di tale spinta propulsiva. La situazione complessiva del teatro italiano all’inizio degli anni ’60 non era delle più rassicuranti. Il rapporto tra il pubblico e il teatro, in termini di partecipazione agli spettacoli risentiva evidentemente della concorrenza spietata del cinematografo e della nascente televisione e nel ’63 riuscì a toccare il punto più basso di questa parabola discendente. La censura, imposta dal regime fascista alcuni anni prima, era stata opportunamente eliminata nel ’62, ma nonostante questo la censura di stato continuava ad agire e a reprimere gli spettacoli che rischiavano di mettere in pericolo lo spettatore con tematiche che evadevano i consueti principi morali.
continua a leggere »
Like this:
Be the first to like this post.
Pubblicato in: Cultura e Società, Politica, Storia, Teatro |
Lascia un commento »