Matteo Bianchi
Les amants o Gli amanti I & II di René Magritte, sono due oli su tela dipinti a Parigi e datati 1928. Due versioni aventi pressoché le stesse dimensioni; oggi quella che indicheremo come prima (54,0 x 73,0 centimetri) è esposta all’Australian National Gallery, mentre la seconda (54,0 x 73,4 centimetri) al MoMA di New York, dono di Richard S. Zeisler. In entrambe le opere il bianco del lenzuolo, tono che dà luce per eccellenza, introduce lo sguardo dello spettatore alla scena: il drappo avvolge i volti allo stesso modo in cui ci si copre poco prima di prendere sonno; un chiaro riferimento onirico rafforzato nella seconda versione dal contrasto di tonalità di blu tanto distanti sul fondo, “metafisico”, e dalla cornice classicheggiante che riveste la rossa parete, riportando agli occhi tempi antichi. Anche i chiaroscuri con cui l’artista ha reso il lenzuolo, paiono i virtuosismi del peplo di una scultura ellenistica, sintesi della durezza del marmo. La prima, invece, sullo sfondo ha un paesaggio, la vista di colline e mare, che ricorda un “locus amoenus”: i soggetti guancia a guancia, quasi si tratti di una foto ricordo, di quelle che si appendono al muro dopo una vacanza; quindi la riproduzione di una situazione ideale – e non reale – per due amanti in una posa formale.
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