novembre 9, 2011
di librovolante
Giuliano Boffardi
Nel foglietto sul quale Berlusconi annotava ciò che gli passava per la mente quando ha preso atto della crisi irrimediabile del suo governo, accanto agli otto che gli hanno fatto mancare il sostegno, ha scritto la parola “traditori”.
Quando, in una tumultuosa riunione press una dependance del Senato, ormai molti anni fa, dissi che non ritenevo vincolante per me la decisione della Segreteria del Partito a cui appartenevo di votare in un certo modo*, e di farlo non tanto per il merito quanto per l’imposizione che si dava per scontata, forse nella mente di qualcuno lo stesso epiteto fu sdegnosamente accostato al mio nome.
Non entro nel merito delle ragioni di quegli otto di due giorni fa. Una cosa è certa: con quella scelta, e la conseguente differenzazione nel voto parlamentare, sapevo che avevo consapevolmente scelto di terminare la mia carriera parlamentare e politica. Agli occhi dei miei compagni di Gruppo parlamentare, lo ricordo bene, dovevo assomigliare a un marziano…
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ottobre 24, 2011
di librovolante
Editoriale di Andrea Panerini
Non sappiamo cosa succederà in Italia nelle prossime settimane, mesi o anni. A molti di noi piacerebbe avere doni di profetismo politico a lunga scadenza ma realtà è che non sappiamo nemmeno cosa potrà succedere a breve e, nel grande mare mobile e contraddittorio che rappresenta molto bene il nostro paese in questa fase storica, qualsiasi profezia appare arbitraria e incerta.
Negli ultimi venti anni l’Italia è stata dominata non solo da un uomo – Silvio Berlusconi – ma da un modus operandi et cogitandi e da una impostazione etica – il berlusconismo – che ha sfibrato la struttura della nazione. L’attuale Presidente del Consiglio è stato dato per spacciato molte volte negli ultimi anni ed è sempre riuscito a risorgere dalle proprie ceneri politiche – complice una sinistra culturalmente debolissima e una coalizione progressista sommamente autolesionista – riducendo in cenere il paese che aveva l’ambizione di non-governare. Quello che è certo è che l’uomo Silvio Berlusconi, 75 anni, è in chiaro declino psico-fisico e non riesce più a dominare le proprie ossessioni e i propri vizi (che non sono solo quelli dell’alcova). E’ indubbio che entro un periodo di anni non altissimo l’uomo si ritirerà a vita privata per manifesta incapacità fisica nel continuare il cimento del governo. Quando questo potrà avvenire solo Dio ovviamente lo sa e ogni previsione è cabalistica, il personaggio – è stato evocato varie volte dalla stampa nazionale – non è tipo da farsi da parte di propria volontà e per il bene del paese, quantomeno se ciò non corrisponde al proprio interesse privato.
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marzo 30, 2011
di librovolante
Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
e piego i ginocchi;
lo predico anch’io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
un Re Travicello!
Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso:
ma subito tacque,
e al sommo dell’acque
rimase un corbello
il Re Travicello.
Da tutto il pantano
veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
così rumoroso?»
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gennaio 5, 2011
di librovolante
Riccardo Papi*
Gli ultimi due secoli dell’era contemporanea si caratterizzano inevitabilmente per l’ingresso delle masse nella vita politica delle nazioni occidentali. Questo fenomeno, a tratti presente anche nelle periodizzazioni precedenti in forma sporadica, si evolve, ramifica, radica e manifesta in modi e forme mai conosciute, laddove i primi partiti di massa diventano l’espressione più tangibile di tale ingresso.La cultura e la civiltà europee, sulla scorta di pensatori quali Locke, Hobbes, Montesquieu, Voltaire, Rousseau e molti altri, cercava di elaborare il proprio futuro Politico, estendendo il termine in senso quasi assoluto, in un sistema, quello di Ancien regime , che era inevitabilmente giunto al culmine delle sue contraddizioni e sotto la spinta di un pensiero che puntava, anche e soprattutto attraverso il ruolo della scienza sperimentale, a modificare il ruolo dell’uomo nell’universo. Galileo aveva vinto, il principio d’autorità cadeva. L’uomo, non più immerso in una società organicistica, capiva i meccanismi fisici del mondo e inventava un soggetto astratto (non più ben delineato in quanto “appartenente a”) titolare di diritti e doveri sulla base di un contratto. Il 1789 non rappresenta solo una rivolta fiscale che diventa sociale e politica, non rappresenta solo un fatto epocale che sfociò nel terrore, nel Bonapartismo, nella restaurazione. Il 1776, 1789, 1848, sono momenti di riposizionamento dell’uomo, ora astratto, nel Cosmo in qualità di soggetto attivo e aggressivo, consapevole ora come mai di una potenza nascosta ineguagliabili e non sfruttate.
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novembre 27, 2010
di librovolante
editoriale di Andrea Panerini
Lo stomachevole susseguirsi di polemiche, dichiarazioni e tatticismi che stanno logorando da mesi il governo Berlusconi IV, non solo ci ha riportato agli aspetti meno esaltanti della cosiddetta “Prima Repubblica” ma ha sprofondato il sistema politico del nostro paese nel peggior individualismo e infantilismo possibile: un quadro che non ci potevamo augurare di vedere nemmeno nei peggiori incubi. Come tutto ciò che avviene nel Belpaese, pur anche con conseguenze tragiche, è una tragedia farsesca all’amatriciana in cui non si riescono a distinguere i toni melodrammatici dall’avanspettacolo e dalla commedia dell’arte.
Le conseguenze per il paese sono drammatiche: economia nazionale non solo stagnante ma sull’orlo della bancarotta pubblica, una “classe dirigente” (se ancora così possiamo chiamarla) senza valori nè idee che sforna dieci nuovi partiti e simboli all’anno, una popolazione stanca ma anche in larga parte meschinamente attaccata al proprio “particulare” e alla salvaguardia delle posizioni di rendita.
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novembre 23, 2010
di librovolante
Rossano Pazzagli
L’impegno civico diffuso e la partecipazione sono un grande tema da cui dipende il destino delle democrazie contemporanee. Essi traducono in linguaggio politico l’interesse dei cittadini per le cose che li riguardano ed esprimono il punto di vista della comunità sulle scelte di governo. Sono cioè alla base del sentimento democratico.
Negli ultimi decenni la crisi della militanza partitica come forma della partecipazione democratica, collegata al tramonto del partito di massa inequivocabilmente attestato dal calo degli iscritti di tutti i partiti storici più o meno trasformati e trasfigurati, ha determinato la ricerca di nuove vie di impegno sociale e un forte indebolimento della rappresentanza politica a tutti i livelli, dal parlamento ai consigli comunali. Al dato quantitativo va aggiunto quello qualitativo, caratterizzato da patologie gravi nelle relazioni tra elettori ed eletti e nell’uso della comunicazione politica, che hanno raggiunto il loro apice nel berlusconismo. Parlo di berlusconismo, non solo di Berlusconi, dunque, ma di tutti coloro – politici o amministratori – che hanno a noia i blog, i comitati e tutte le altre forme di aggregazione che negli ultimi anni sono nati prontamente di fronte a scelte significative caratterizzate da un impatto sociale o ambientale, riguardanti in primo luogo il territorio,il paesaggio e in genere il consumo delle risorse di base.
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ottobre 10, 2010
di librovolante
Nicola Lotto
Sulla spinta del fervore rivoluzionario che alla fine degli anni ’60 infiammava la nostra penisola, non solo la canzone ma tutto il mondo dell’arte viene influenzato e coinvolto nella creazione di un genere innovativo, politicamente attivo e distante dalle antiche pratiche artistiche, considerate ormai inutili artefici borghesi. Anche il teatro italiano ovviamente risente di tale spinta propulsiva. La situazione complessiva del teatro italiano all’inizio degli anni ’60 non era delle più rassicuranti. Il rapporto tra il pubblico e il teatro, in termini di partecipazione agli spettacoli risentiva evidentemente della concorrenza spietata del cinematografo e della nascente televisione e nel ’63 riuscì a toccare il punto più basso di questa parabola discendente. La censura, imposta dal regime fascista alcuni anni prima, era stata opportunamente eliminata nel ’62, ma nonostante questo la censura di stato continuava ad agire e a reprimere gli spettacoli che rischiavano di mettere in pericolo lo spettatore con tematiche che evadevano i consueti principi morali.
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settembre 24, 2010
di librovolante
Una riflessione sull’attuale momento politico
Editoriale di Rossano Pazzagli
Il maggioritario è stato un pernicioso equivoco. L’idea affermatasi fin dagli anni ’90 che due soli schieramenti, o addirittura due soli partiti, potessero garantire meglio di molti una maggiore stabilità e governabilità al Paese si è rivelata sbagliata e controproducente: essa non ha generato la stabilità necessaria per le riforme (quelle «riforme mancate» che sono una delle chiavi interpretative della storia repubblicana italiana) ed ha finito per ridurre gli spazi della democrazia e della partecipazione. Anzi, essa pare aver generato mostri, fino alla messa in discussione della carta costituzionale. L’attuale situazione politica altro non è che il frutto amaro di questo equivoco. Di due partiti non possiamo parlare, visto che il PDL si è sciolto come neve al sole, infranto dall’incapacità di costruire sotto l’egida berlusconiana la casa comune di una destra moderna ed europea, espressione dei ceti borghesi ancorati ai valori dell’autorità, dell’individualismo, del liberismo e della disciplina; e perché l’altro progetto – quello del PD – si è consumato nell’incertezza della propria identità e nell’assenza di una visione alternativa della società, finendo per perdere (ma questo è un processo assai più lungo) la rappresentanza dei ceti più deboli, delle «masse» come giustamente si diceva una volta.
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