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ottobre 17, 2010

Mina vagante

di librovolante

Il punto di vista di una giovane pugliese sul fenomeno “Vendola”

Caterina Romito*

La natura si ribella e si fa sempre più fatica a distinguere le stagioni, ma nel marzo del 2010 una nuova primavera ha iniziato a riempire di luce e speranza le giornate pugliesi e non.
E’ stato un inverno duro, quello scorso. Un inverno che si è nutrito di aule di tribunali, di fredde stanze buie, dell’indole debole dell’essere umano, del tramonto di valori prius. Un inverno che ha rubato anche le emozioni più belle nascondendole prima ancora che noi tutti potessimo viverle appieno. E’ ben noto che l’idea della ciclicità delle stagioni nasce con l’essere umano. Dopo ogni inverno ci sarà sempre una nuova primavera, ma l’uomo, sempre più sicuro della propria forza, della propria supremazia sulla sua stessa natura, è riuscito ad interferire con questa ciclicità provocando la decadenza dell’ambiente in cui egli stesso vive. Si è diffusa una nuova cultura, nuovi stili di vita, nuove forme di pensiero non pensato. La forza mediatica della televisione di cambiare le abitudini degli italiani, propria del secondo dopoguerra, ha rinnovato la sua potenza nel primo decennio del nuovo millennio diffondendo in milioni di case una nuova cultura, il berlusconismo. Una cultura che si nutre di reality show, di ipocrite sfide alla sopravvivenza che vedono la partecipazione del pubblico a casa tramite televoto, sintesi estrema dell’opinione umana: vota il numero 17.

gennaio 29, 2010

Il caso della Puglia: un laboratorio o una ragnatela?

di librovolante

Rossano Pazzagli

Alla vigilia delle primarie pugliesi Caterina, una studentessa di Bari che sta per laurearsi in Economia, mi disse che Nichi Vendola avrebbe vinto con largo margine sul candidato del Pd Francesco Boccia. Mi pareva sicura e aveva ragione. Possibile che il gruppo dirigente del Pd non abbia avvertito per tempo il sentimento popolare e si sia ostinatamente battuto per perdere? O c’è sotto qualcos’altro, oppure è proprio vero che il ceto politico ha perso definitivamente il contatto con la realtà. Troppe sono le incognite che pesano sulla vicenda pugliese: quale sarà il destino politico di Vendola? Quale autonomia il governatore uscente riuscirà a mantenere dal Pd? Quali accordi veri ci sono con l’UdC, che presentandosi da sola con un candidato di un certo appeal sembra favorire il centro-sinistra più che se ci si alleasse direttamente? Aldilà di quello che dicono in televisione e sui giornali, i dirigenti politici sanno bene che sono questi i temi della loro politica, più che i bisogni e le aspettative dei cittadini e dei territori.