Il punto di vista di una giovane pugliese sul fenomeno “Vendola”
Caterina Romito*
La natura si ribella e si fa sempre più fatica a distinguere le stagioni, ma nel marzo del 2010 una nuova primavera ha iniziato a riempire di luce e speranza le giornate pugliesi e non.
E’ stato un inverno duro, quello scorso. Un inverno che si è nutrito di aule di tribunali, di fredde stanze buie, dell’indole debole dell’essere umano, del tramonto di valori prius. Un inverno che ha rubato anche le emozioni più belle nascondendole prima ancora che noi tutti potessimo viverle appieno. E’ ben noto che l’idea della ciclicità delle stagioni nasce con l’essere umano. Dopo ogni inverno ci sarà sempre una nuova primavera, ma l’uomo, sempre più sicuro della propria forza, della propria supremazia sulla sua stessa natura, è riuscito ad interferire con questa ciclicità provocando la decadenza dell’ambiente in cui egli stesso vive. Si è diffusa una nuova cultura, nuovi stili di vita, nuove forme di pensiero non pensato. La forza mediatica della televisione di cambiare le abitudini degli italiani, propria del secondo dopoguerra, ha rinnovato la sua potenza nel primo decennio del nuovo millennio diffondendo in milioni di case una nuova cultura, il berlusconismo. Una cultura che si nutre di reality show, di ipocrite sfide alla sopravvivenza che vedono la partecipazione del pubblico a casa tramite televoto, sintesi estrema dell’opinione umana: vota il numero 17.




