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novembre 21, 2010

“Con Lutero nella Roma del 1510″

di librovolante

Ho avuto modo di conoscere Corinna Landi in una bella giornata autunnale sulla scia del monaco Martin Lutero in visita a Roma nel 1510 come già accennato in un articolo precedente. Corinna è una storica puntuale e appassionata, ama Roma in maniera profonda, nella sua bellezza e nella miseria. Il suo volume “Con Lutero nella Roma del 1510″ (Ed. Facoltà Valdese di Teologia, Roma 2010, euro 18.00) non è solo una fedele ricostruzione su ciò che sappiamo su questo viaggio del Riformatore tedesco, un pellegrinaggio spirituale che influirà moltissimo sulle vicende della Riforma, ma è soprattutto occasione per riscoprire una Roma perduta, ormai soffocata dallo smog, dal traffico ma anche dall’architettura barocca, settecentesca, ottocentesca e fascista. La Roma che vide Lutero è la Roma che stava uscendo dal medioevo e che ancora doveva pienamente ricevere Rinascimento e modernità, in cui i pontefici facevano a gara per renderla una capitale bella e vivibile. L’autrice, con l’ausilio di splendide illustrazioni, ci proietta in angoli poco conosciuti o mette in risalto dettagli interessanti di monumenti davanti a quali passiamo tutti i giorni, ma a cui non prestiamo mai la dovuta attenzione.
Il volume è molto rigoroso sul piano scientifico e bibliografico e tuttavia è di facile ed agevole lettura: è assolutamente consigliabile anche ai principianti nella materia, che ne trarranno sicuramente giovamento: si legge in una serata ed è pieno di informazioni che stimolano la sete di sapere.
Un libro da leggere se si vuole conoscere veramente Roma.

Andrea Panerini

Corinna LandiCon Lutero nella Roma del 1510” Ed. Facoltà Valdese di Teologia, Roma 2010, euro 18.00

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dicembre 17, 2009

LIBERMACHIA – Battaglie a colpi di libri nell’Antichità. Dall’Egitto a Roma

di librovolante

Paolo Federighi

“Nei libri ritrovo i morti, nei libri prevedo il futuro, nei libri trovo le geometrie dell’arte bellica e dai libri escono le leggi della pace. Nel tempo tutto si consuma e marcisce e Saturno non si stanca di divorare i suoi figli: l’oblio seppellirebbe ogni gloria terrena se Dio non vi avesse posto rimedio inventando i libri”

Richard de Bury, sec. XIV

I.

Nella nostra epoca, come sappiamo, per il petrolio si è fatta (e si fa) ogni sorta di guerra. Ci fu un tempo, e molto più di una situazione, in cui il posto del petrolio era occupato dai libri. Sì. Per i libri, molti secoli fa, si sono combattute guerre, più o meno fredde: era l’epoca del papiro, della pergamena e delle lotte per arrivare a possedere la biblioteca, pubblica o privata che fosse, più grande e più ricca. L’aspetto alto della competizione vede il libro, o, piuttosto, il rotolo, come protagonista di una rivoluzione culturale; l’aspetto basso, di poco successivo, riguarda la nascita del libro come oggetto di potere e di prestigio, antecedente del libro come status symbol e oggetto ornamentale e decorativo delle case borghesi. Ebbene, andiamo un po’ indietro nel tempo.
Il periodo è quello che va dal 205 al 180 a. C. Il luogo, l’Egitto. Tolomeo V, re dell’Egitto, decide di interrompere l’esportazione di papiro a Pergamo. La causa di ciò fu la seguente: Alessandria doveva possedere una biblioteca più grande di quella di Pergamo. In Egitto, durante questa “guerra del papiro e del rollo”, il protagonista, attivo o passivo, era la lettera.