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dicembre 23, 2010

La fine di un’epoca

di librovolante

Intervento di Giuliano Boffardi*

Le manifestazioni studentesche in difesa della scuola pubblica sono giustamente al centro dell’attenzione dei mass media in queste settimane. Quelle manifestazioni si uniscono idealmente a quelle dei lavoratori, dei disoccupati, dei ricercatori, degli uomini di cultura, del cinema, del teatro, e così via.Sulle vicende della politiche non è il caso di insistere. La crisi economica incombe e fa sentire il suo peso innanzitutto sui disoccupati e sulle persone a reddito fisso e le famiglie monoreddito. E sui pensionati, naturalmente. Non c’è persona con un minimo di coscienza che non percepisca come si sia davvero alla fine di un’epoca e quanto la nostra azione debba scegliere tra la superficialità, la cialtroneria e l’illusione del pifferaio di Arcore o la necessità di una svolta seria e responsabile, sulla base della difesa di principi fondamentali costituzionali e del prevalente interesse pubblico nazionale.Compito delle forze politiche progressiste dovrebbe essere quello di valorizzare il movimento popolare in atto indicando il bene prezioso dell’unità sociale tra le diverse categorie e dimostrando tale unità anche nella politica.E farlo abbandonando i sistemi cari alla destra come il protagonismo di questo o quel “principe” di turno, le liste sul nome e non sulle idee, il populismo delle primarie disorganizzate, la pletora degli obbiettivi, ecc.Facciamo un programma minimo e fondamentale, su cinque o sei obbiettivi. Il primo dei quali una legge elettorale che restituisca rappresentatività al Parlamento, che ne riduca i membri, che dia poteri reali ai sindaci anche realizzando un federalismo solidale. Si individuino modifiche dei regolamenti parlamentari che favoriscano la governabilità senza assurdi e antidemocratici premi di maggioranza: le leggi Acerbo, Scelba e Calderoli sono state tutte leggi-truffa! Io credo sia possibile farlo e in tempi ragionevoli.

*Giuliano Boffardi (Genova, 1946) è stato senatore della Repubblica dal 1992 al 1994 (eletto con il Partito della Rifondazione Comunista) e deputato dal 1994 al 1996 sempre per il PRC, uscito poi dal partito in dissenso sul governo Dini.

dicembre 2, 2010

“Preghiamo per il peccato di cui, come italiani, siamo anche noi responsabili”: gli studenti evangelici di teologia sull’immigrazione

di librovolante

Lettera aperta degli studenti della Facoltà Valdese di Teologia

Noi, studenti della Facoltà di Teologia Protestante Valdese di Roma, abbiamo appreso con paura e sdegno l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina rivolta al medico che ha prestato cura al ragazzo di nazionalità egiziana, Mahmoud di 23 anni, abitante a Milano per motivi di lavoro.
Noi, che ci stiamo formando ad essere pastori e pastore, ci sentiamo chiamati a rivolgere la nostra preghiera a Dio per il peccato di cui, come italiani, ci rendiamo conto di essere anche noi responsabili.
Nel Nuovo Testamento l’apostolo Paolo scrive: “Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù”. (Gal 3:28)
Crediamo che un Paese, come il nostro, che ostenta ogni giorno la sua presunta identità cristiana, non possa continuamente comportarsi in modo contrario a ciò che Cristo ha detto e ha fatto.
Auspichiamo, quindi, che l’Italia cominci a vivere pienamente il cristianesimo di cui pensa di farsi portatrice.

Gli studenti e le studentesse della Facoltà Valdese di Teologia di Roma